31/05/2019

INTERVISTA A TUDOR LEONTE

“SOGNO SAKARA Vs SCHILLING NELLE MMA A BELLATOR MILANO"

Tudor Leonte è un personaggio relativamente nuovo nel mondo dell’informazione dedicata alle MMA in Italia ma si è saputo prepotentemente imporre all’attenzione dei fans. Nel 2017 ha fondato il blog 4once.it, noto per la sua copertura in tempo reale dei principali eventi italiani e per non avere peli sulla lingua. Dal 2018 collabora poi con sherdog.com, la bibbia delle MMA mondiali, scrivendo di MMA italiane ed internazionali. Ecco cosa pensa dell’avventura di Bellator in Italia ed in Europa.

Ciao Tudor, cosa ne pensi della scelta di Milano per il prossimo evento tricolore di Bellator?

“Quando ho appreso la notizia sono rimasto inizialmente sorpreso. Lo scorso dicembre a Genova il presidente FIKBMS Donato Milano durante la mia intervista mi era sembrato che volesse far intendere un ritorno della promotion per un nuovo evento estivo come quello del luglio 2018. Stiamo parlando delle due città principe delle MMA in Italia. Nella capitale c’è stato un grandissimo successo, ritengo invece che Milano potrebbe essere una piazza più difficile, tuttavia Paolo Boccotti è un promoter di grandissima esperienza e credo che saprà fare un grande lavoro, il potenziale della città c’è tutto”.

Con quello di ottobre a Milano Bellator arriverà a quota sette eventi in Italia in soli tre anni. La consideri ormai una presenza consolidata nel nostro Paese e credi che farà da volano a tutto il movimento?

“Io penso che l’avventura tricolore di Bellator sia da dividere in due ere. La prima è quella targata Fight1 che ha avuto il merito di portarci una top promotion mondiale, di far combattere di nuovo Sakara in Italia a distanza di 11 anni dall’ultimo contro Frank Amaugou a Milano nel 2005 nonché di mettere in scena dei super match come Petrosyan contro Allazov. Di contro per gli atleti italiani non tesserati Fight1 era molto dura poter entrare ed abbiamo addirittura avuto casi come quello di Valeriu Mircea che non ha più potuto combattere in Bellator dopo che ha rotto con il suo team Fight 1.

Con la nuova gestione ho visto invece coinvolte molte più realtà italiane, sia team sia management. Ho visto un ambiente più aperto che può dare più opportunità agli atleti meritevoli”.

Finché la card non sarà completa sarà inevitabile il “toto fighter” per indovinare chi saranno i prescelti. Tu chi vorresti vedere nella gabbia dell’ex PalaLido?

“Intanto mi piacerebbe che Bellator desse un segno di continuità premiando chi ha combattuto con lui in passato. Vorrei rivedere Fusi dopo la vittoria di Genova, Radu Maxim che ha vinto a Roma ma non c’era a Genova. Poi ci sono molti altri atleti validi in Italia. Ad esempio mi immagino che i top fighter di Venator sarebbero molto interessati ad una chiamata di Bellator.

Venendo alla main card, essendo un amante di striking vorrei vedere una sfida tra Sakara ed una leggenda del ring come Joe Schilling che adesso sta combattendo nelle MMA proprio con Bellator. So che sono in due categorie diverse ma credo che un catch weight potrebbe essere possibile. Detto questo capisco che il management americano non voglia “spendere” nomi come Machida per un mercato come quello italiano però si può sperare in atleti come Andrej Koreškov, ex campione dei welter della promotion, o come Ion Pascu della SBG Ireland, il team di McGregor”.

Bellator Milano potrebbe segnare l’esordio in una top promotion mondiale di nuovi atleti italiani. Negli ultimi due anni ce ne sono già stati diversi, secondo te nuovi esordi porteranno ad una sorta di effetto catena con una ulteriore crescita delle MMA in Italia?

“Per adesso da noi ci sono alcuni team che stanno imparando a muoversi in ambito internazionale e che hanno una struttura da vero team pro. In generale però sul movimento italiano ad oggi sono abbastanza pessimista. Molti non hanno l’apertura mentale per passare da una fase primitiva ad una più evoluta dove le MMA restano certamente uno sport ma sono anche e soprattutto business”.

Cosa prevedi invece per Bellator in Europa?

“Se Bellator continua ad investire molto in Europa, come sta facendo adesso, avrà notevoli soddisfazioni, basta guardare i riscontri che sta ottenendo in Gran Bretagna. So che vogliono sbarcare in Olanda e magari li punteranno di più sulla Kickboxing ma ovviamente non credo rinunceranno alle MMA. A tal proposito ci tengo a dire che anche in Italia questa accoppiata è assolutamente necessaria. Rende omaggio e sfrutta la tradizione italiana degli sport da ring e poi, lasciatemelo dire, è straordinariamente scenografico il calare della gabbia dall’alto per sostituire il ring. Negli eventi italiani complessivamente ad oggi si sono viste card migliori nella Kickboxing e mi fa piacere, adesso però dobbiamo alzare l’asticella. Ricollegandomi anche al discorso iniziale ritengo che il mercato italiano sia più instabile. Concordo con quanto detto da Daniele Perfigli di Fighting Zone nella vostra intervista dei giorni scorsi, molti ci vedono ancora non come uno sport ma come violenza. Bisognerà anche vedere quanta gente riusciremo a coinvolgere tra gli amanti di altri sport da ring. Con solo le MMA al momento in Italia non penso che ci siano personaggi in grado di catalizzare un pubblico così vasto. Diciamo che se i nostri fighters che oggi combattono nelle top promotion mondiali tra alcuni anni fossero riuniti in un solo evento allora potremmo vedere una situazione ben diversa”.

Perché, nonostante siano indubbiamente cresciute, le MMA in Italia non hanno ancora il seguito che riscontrano in altri paesi?

“Da noi c’è una mentalità arretrata. Molti non hanno voglia di aggiornarsi. Adesso per fortuna comincio a vedere una cosa molto intelligente che in Italia prima non si faceva, scambi tecnici di atleti tra palestre. Resta comunque in generale una mentalità tesa più a farsi sgambetti a vicenda più che a collaborare per realizzare un progetto comune di crescita di questo sport.

Altra cosa che tuttora manca anche se stiamo cominciando a cambiare rotta sono gli specialisti, ovvero staff delle palestre composti da coach delle discipline base delle MMA (tipo lotta, boxe, BJJ) e professionisti come dietologi, medici sportivi, preparatori atletici, fisioterapisti e mental coach, così come accade nei veri team pro internazionali”.