25/05/2019

INTERVISTA A GIOVANNI BONGIORNO

Iniziamo con oggi una serie di interviste coi più noti giornalisti e blogger del mondo degli sport da combattimento in Italia.

Il primo che abbiamo incontrato è Giovanni Bongiorno, creatore nel 2013 del blog MMA Talks, che dal 2016 scrive di MMA anche per Fox Sports Italia e per la rivista on line Ultimo Uomo che fa capo a Sky Italia.

Giovanni, Bellator ha appena annunciato il suo nuovo evento italiano che per la prima volta sarà a Milano. Sarà anche la prima volta di una top promotion delle MMA mondiali nel capoluogo lombardo. Ne avevi avuto sentore?

“No, direi che la promotion ed il suo management italiano hanno spiazzato tutti mantenendo la sorpresa fino all’ultimo. La scelta di Milano come sede poi la trovo molto azzeccata, è una piazza storica degli sport da combattimento in Italia ed ha un bacino di potenziali spettatori davvero enorme. L’effetto mediatico sarà a mio parere fortissimo, come se non più dell’edizione di Roma”.

I social si sono subito infiammati, ogni fan dice la sua su quale dovrebbe essere il main event e su chi dovrebbero sfidare Sakara e Allazov, ad oggi gli unici atleti confermati per l’evento. Tu con chi li vorresti veder combattere e quali sono per te gli italiani più meritevoli di entrare nella gabbia il prossimo 12 ottobre?

Guarda, intanto mi sono divertito molto leggendo i commenti su Facebook di chi non ha capito che la sfida non sarà tra Sakara e Allazov, non notando che il primo ha i guantini rossi da MMA ed il secondo i guantoni blu di Bellator Kickboxing. Detto questo e per tornare ai discorsi seri io spero che venga al più presto annunciata la presenza di Scatizzi che è già sotto contratto con Bellator. È un atleta che non delude mai, nemmeno quando perde, è davvero bello vederlo combattere.

Guardando invece al panorama italiano degli atleti non ancora nel roster delle top promotion mondiali direi senz’altro Stefano Paternò della MMA Atletica Boxe, un mostro di bravura. Poi ce ne sono ovviamente anche altri, in particolare io non capisco come sia possibile che un atleta come Valeriu Mircea non sia ancora sotto contratto con una grande sigla internazionale, per me è un atleta straordinario. Chiunque venga scelto spero comunque che venga abbinato a degli avversari adatti per questa fase della sua carriera. Questo non vuol dire match di comodo, come ha fatto la UFC con Sage Northcutt, ma nemmeno dei top fighters di divisione per i quali non sono ancora pronti, rischierebbero di bruciarsi”.

Venendo invece al main event parlo solo delle MMA perché non mi occupo di Kickboxing. Ciò premesso credo che il richiamo di Alessio Sakara in un evento del genere resti fortissimo e vada valorizzato al meglio. Molti fan in passato si sono lamentati perché in alcune occasioni gli sono stati abbinati degli atleti non famosi. Io credo che a questo punto della sua carriera dovrebbe provare a disputare qualche grande match. Nei massimi leggeri ci sono molti ottimi fighters con cui potrebbe misurarsi. Non dico Bader o King Mo ma ad esempio penserei a Liam McGeary o a Phil Davis, entrambi ex campioni Bellator della divisione”.

Sta aumentando il numero di atleti italiani sotto contratto nelle top promotions mondiali. Secondo te c’è dietro di loro un ambiente in grado di capitalizzarne i successi raccogliendo nuovi praticanti e nuovi spazi mediatici?

“Le persone giuste per far crescere il movimento ci sono. Io personalmente punterei a rafforzare la partnership con i team americani, non perché non ci siano bravi tecnici in Italia, ma perché la collaborazione è il sistema migliore per crescere. Non parlo solo di mandare i nostri fighters a fare camp negli USA ma anche di far venire qui coach ed atleti americani per allenarsi coi nostri dilettanti e farli maturare.

Dal punto di vista dei media invece trovo la situazione un po’ più complicata. Io ho sempre la sensazione che a questo sport manchi “una lira per fare un milione” come si dice. È un fatto però che in pochi anni il seguito delle MMA in Italia è aumentato tantissimo. L’essere diventato Sakara un personaggio mainstream è stato oggettivamente fondamentale in questo. Purtroppo però manca una diffusione sui canali in chiaro che secondo me permetterebbe di agganciare nuovi fans, persone che non conoscono ancora questo sport e soprattutto non ne conoscono la spettacolarità.

Che sviluppo vedi per Bellator nel medio termine, soprattutto in Europa?

Negli USA Bellator in pochi anni ha fatto un lavoro ed un salto di qualità mostruosi, è una promotion che è cresciuta tantissimo e ancora meglio ha lavorato Italia ed in Europa. Da quest’ultimo punto di vista è innegabile che la formula MMA e Kickboxing stia portando i suoi frutti. Nel nostro continente e nel nostro paese infatti la Kickboxing rimane uno sport seguitissimo”.