05/09/2022

WALTER COGLIANDRO: “NON TEMO LA MAGGIOR ESPERIENZA DI LANDU”

Il nostro connazionale ci parla del camp alla SBG Ireland in vista del match del 29 ottobre a Milano e di come abbai dato una svolta alla sua carriera

Il prossimo 29 ottobre all’Allianz Cloud di Milano nella card di Bellator 287 tra gli italiani ad entrare in gabbia ci sarà anche Walter Cogliandro che affronterà nei Piuma l’esperto francese Yves Landu (17-9 con 10 finalizzazioni in carriera ed a quota 2-1 in Bellator con 2 KO al primo round). Il trentenne novarese è al debutto in Bellator e sarà l’unico esordiente nella promotion tra i nostri 6 connazionali che combatteranno quella sera. Una data che per coincidenza segnerà anche la conclusione del suo undicesimo anno di attività nelle MMA. Era infatti il novembre del 2011 quando Cogliandro mise per la prima volta piede in una palestra della sua città, un amore a prima vista. Già al primo anno Walter si dedicò all’agonismo con i tornei di grappling e di MMA Light. Da li è passato al contatto pieno inizialmente da dilettante con un record ufficiale di 6-6 “ma molti incontri non sono stati registrati sui database internazionali” ci racconta. “All’epoca in Italia non eravamo attenti a queste cose. Tra campionati italiani, trials per la nazionale e singoli eventi credo di aver disputato una trentina di combattimenti da dilettante, direi con una ventina di successi e circa 7/8 sconfitte totali. Ho vinto i campionati italiani Classe B FIGMMA nel 2014 battendo Renato Subotic e una Coppa Italia. Ho partecipato a Mondiali ed Europei ed ho anche vinto 2 Coppe Italia di Grappling oltre ad 1 Argento nel Grappling ed 1 Bronzo nel BJJ agli Europei NAGA. Nel 2016 son passato pro e ad oggi ho disputato 15 match con 11 vittorie (di cui 5 per Ko ed 1 per sottomissione) ed 1 pari. Quattro anni fa ho vinto il titolo ICF battendo per KO il francese Souk Khampasath, un atleta col triplo dei miei match da pro, che arrivava da una vittoria per sottomissione nella promotion russa M-1 e che aveva addirittura vinto nel main event di un evento King of the Cage in Canada, una delle promotion minori più note del Nord America che come campioni ha avuto gente del calibro di Daniel Comier, Rory MacDonald, Urijah Faber, Sean Strickland, Bobby Green, Tim Means, Henry Corrales e Juan Archuleta”.

Arrivano poi però anche i primi scivoloni. Contro il campione della francese 100% Fight Alioune Nahaye e col veterano di Cage Warriors Steve Aimable nel debutto in quella promotion il 2 ottobre dell’anno scorso. “È stato dopo quel match – ci confessa Walter – che ho capito che non andava bene la mia preparazione e soprattutto che, tecnicamente ma anche mentalmente, avevo bisogno di un cambio radicale ed è così che sono arrivato per la prima volta alla SBG Ireland, un altro mondo! Il mio modo di allenarmi è cambiato totalmente. A marzo ho fatto il primo match con loro in Finlandia ed ho vinto. Un mese dopo, in short notice, ho combattuto in BRAVE FC in Corea ed ho perso ai punti contro un atleta di casa, un incontro che ho visto e rivisto coi miei coach e che restiamo convinti di aver vinto ma non voglio fare polemiche”.

Ecco, la SBG. Perché proprio questo team e che cosa ti sta dando che prima non avevi o che comunque non potevi trovare in Irlanda?

“Qui vivo le MMA tutti i giorni tutto il giorno nel senso che oltre ad allenarmici alla SBG ci abito nel dormitorio riservato a noi atleti pro, e ci passo praticamente tutto il tempo libero insieme ai tanti fighters di vari paesi che stanno di base qui. Anche le poche volte che esco per un giro in città lo faccio sempre insieme ai miei compagni d’allenamento.

Lo staff tecnico è di livello mondiale. Oltre a John (Kavanagh, head coach della SBG e di Conor McGregor NDR) ci sono tecnici di striking, wrestling e grappling. Io ad esempio non ho mai avuto uno striking coach ed è per questo che prima basavo tutto sulla lotta, qui invece ne ho addirittura due. Questo mi ha permesso di migliorare tantissimo nel combattimento in piedi ed ho capito che tipo di atleta sono.

Oltre a questo c’è un enorme potenziale di partner d’allenamento con atleti, per limitarsi al roster Bellator, come Pedro Carvalho, Brian Moore, Peter Queally e Luca Poclit oltre ad ovviamente agli altri italiani Scatizzi e Solli che combatteranno con me a Milano il 29 ottobre”.

Come sono gli allenamenti qui?

“Ci si allena 2/3 volte al giorno 6 volte a settimana. La prima sessione è alle 10.30 ed è simile ad un classico corso di MMA con la differenza che il docente è John ed i “corsisti” sono tutti i pro della SBG. Dura circa 90 minuti ed è l’unica sessione uguale per tutti. In quelle del pomeriggio e della sera infatti scegli tu cosa fare dopo chiaramente un confronto con lo staff tecnico. Di queste due o 3 a settimana le dedico alla pura preparazione atletica. A riguardo mi sono scelto Davide Pecchi come preparatore atletico e Roberto Scrigna come nutrizionista. Venerdì e sabato sono invece i giorni in cui ci si concentra di più sullo sparring ed anche qui sei tu che decidi con chi farlo e come ovvero se pesante o leggero”.

Quando hai saputo dell’offerta di Bellator e che cosa hai provato?

“È successo circa un mese fa. Io ero già in trattativa con altre promotion per un match in autunno quando un pomeriggio, appena finito l’allenamento, John mi dice di seguirlo nel suo ufficio perché doveva parlarmi. Sul momento mi sono preoccupato, ho pensato di aver combinato qualche casino! Con mia grande sorpresa invece mi ha comunicato che Bellator mi voleva per questo match e che secondo lui ero all’altezza della sfida. Ho subito deciso di accettare”.

Cosa sai del tuo avversario? Non ti spaventa che abbia molta più esperienza di te?

“Onestamente non conosco molto di lui. So che ha 35 anni e più match di me e che scenderà di categoria per fare questo match. Non è molto tecnico però ha dei colpi precisi tuttavia ho visto solo qualche highlights, credo che guarderò i suoi match più avanti ma non è molto importante, lascio che siano i miei coach a studiarlo e a decidere la preparazione, ho totale fiducia nello staff della SBG, se mi hanno detto che posso batterlo gli credo”.

Quanto sono realmente popolari le MMA in Irlanda?

“Tantissimo, uno degli sport più seguiti in assoluto. Già da giorni Dublino è inondata di pubblicità di Bellator 285 (Henderson vs. Queally del prossimo 23 settembre che potrete seguire live e in chiaro su MOLA TV come tutti gli eventi Bellator NDR). Le palestre sono piene di amatori e se per strada notano le tue “orecchie da lottatore” ti fermano e cominciano a chiederti chi sei e dove combatti”.

In Italia si continua a parlare del futuro delle MMA, molti dicono che questo sport non sfonderà mai da noi e che non avremo mai dei team come la SBG, tu cosa ne pensi?

“Guarda, ti posso dire una cosa. La SBG a Dublino ha aperto nel 2002 quando in Italia neanche si sapeva cosa fossero le MMA. È normale quindi che qui siano più avanti di noi. In Italia invece ci sono ancora troppi “tuttologi”, una persona sola che pensa di poter tenere in piedi da solo un team di MMA. Per fortuna noto che qualcosa sta cambiando e comincio a vedere la formazione delle prime palestre strutturate come i grandi team internazionali. Non dico che sarà facile ma col tempo ci possiamo arrivare”.