23/10/2019

ALESSIO SAKARA IN CAMPO CONTRO IL BULLISMO

Il popolare fighter romano incontrerà i ragazzi delle scuole per combattere questo grave fenomeno

Nell’attesa di programmare il suo prossimo match il Bellator Ambassador Alessio Sakara si sta dedicando alle attività sociali che da sempre lo contraddistinguono. Una di queste è la lotta al bullismo. Il Legionario terrà infatti nei prossimi giorni due incontri in altrettante scuole dell’area metropolitana di Roma: uno nella sua Pomezia coi ragazzi del liceo Pascal al cinema Multiplex venerdì prossimo, ed un altro giovedì 31 ottobre alle scuole medie di Artena. In cosa consista esattamente il progetto ce lo spiega lui stesso.

“L’iniziativa nasce in collaborazione con un ente di promozione sportiva e sociale riconosciuto dal CONI, l’OPES, del quale sono responsabile nazionale del settore MMA. Si tratta di un percorso di crescita personale rivolto sia a chi subisce il bullismo sia a chi lo mette in atto. Quello che faccio è presentargli i valori degli sport da combattimento e la mia personale esperienza di vita. Lo scopo è far si che i bulli aprano gli occhi e canalizzino certe spinte in una maniera diversa dal bullismo. In parallelo cerco di far capire a chi è vittima che non deve rimanere passivo e subire questi comportamenti. Spiego che con lo sport, anche non necessariamente uno sport da combattimento, possono acquisire sicurezza in sé stessi e non rimanere più isolati”.

Come interagiscono gli alunni delle scuole durante questi tuoi incontri?

“Guarda è una cosa straordinaria, stanno tutti fissi in silenzio a guardarmi. Gli fa effetto sentir parlare di questo argomento da uno grande, grosso e tatuato come me”.

A che fascia d’età è rivolto il progetto e che riscontro hai ottenuto fino ad oggi?

“Ho tenuto incontri di questo genere in tutti i tipi di scuola di tutta Italia, dalle elementari alle superiori. In tre casi sono stato anche all’Università, è accaduto a Milano, Perugia ed Arezzo. Il riscontro fino ad oggi è stato eccellente. Intanto perché ne parlano i giornali quando li faccio ed è un bene mantenere l’attenzione su questo problema e poi, soprattutto, perché ha un forte impatto su chi mi ascolta. Ogni volta vengo bombardato via social di ringraziamenti sia dagli alunni sia dai professori perché entrambi apprezzano molto le mie parole, è bellissimo. Inoltre non dobbiamo nemmeno lottare per avere spazio perché sono le scuole stesse che ci cercano e ci chiedono di andare da loro per tenere degli incontri. Siamo arrivati al punto al punto che molte volte son costretto a dire di no per le troppe richieste”.

Come si svilupperà questo progetto nel prossimo futuro?

“Tutti sanno che oltre a questo, ed ovviamente a combattere, faccio tante altre cose. Detto questo l’idea per il futuro è coinvolgere altre persone nel progetto. Questo perché a me piacerebbe molto far diventare questi incontri un appuntamento settimanale fisso nelle scuole, delle ore di lezione dedicate alla crescita personale”.