21/10/2019

WALTER PUGLIESI: “ORA MI SENTO UMILE E PRONTO AD ACCETTARE QUALUNQUE LEZIONE DI CUI ABBIA BISOGNO”

Faccia a faccia col fighter della MMA Atletica Boxe dopo la vittoria in uno dei match più applauditi a Bellator Milano.

Uno dei match che nel capoluogo lombardo per intensità ha impressionato maggiormente il pubblico, giornalisti stranieri compresi, è stato l’attesissima rivincita tra Andrea Fusi e Walter Pugliesi. I due avevano infiammato gli spettatori l’anno scorso a Bellator Genova ed il verdetto aveva visto prevalere l’atleta di Lecco per split decision (2 giudici a 1 a suo favore). Questo aveva spinto i fans a chiedere a furor di popolo questa rivincita che si è conclusa con la vittoria all’unanimità di Pugliesi. Dopo il match abbiamo incontrato il “Kraken” per avere un suo commento a fredod sul match ed abbiamo trovato un atleta molto diverso da quello dei battibecchi sui social che abbiamo visto nei mesi scorsi.

Ciao Walter e complimenti per la tua vittoria. Questa attesissima rivincita si è chiusa con un tuo netto successo ai punti mentre poco meno di un anno fa la tua sfida con Fusi era terminata con una split decision. Cosa ha determinato questa differenza?

“Sicuramente questa volta la condizione fisica era ottimale. Non ho avuto nessun problema col taglio del peso, stavo benissimo. Questo aspetto è stato fondamentale in entrambi i match, a Milano però in senso positivo. L’altro elemento chiave è stata invece la preparazione tecnica puntigliosa ma qui dobbiamo fare un passo indietro. Dopo aver perso a Genova non mi sentivo inferiore al mio avversario, al contrario quando sono stato sconfitto in Germania lo scorso aprile ho capito che avevo toccato il fondo della mia carriera. È stato allora che ho ammesso che avevo tanto da lavorare. Mi sono quindi messo all’opera col mio Maestro Garcia Amadori e questo ha dato i suoi frutti. Ho avuto anche una crescita mentale, ora mi sento umile e pronto ad accettare qualunque lezione abbia bisogno per migliorare”.

Secondo alcuni osservatori questa volta Fusi, rispetto a Genova, non era allo stesso livello fisicamente. Tu che hai sentito i suoi colpi sulla pelle cosa ci puoi dire?

“Io non direi questo. Appena partito il primo round l’ho visto convinto ed aggressivo. Probabilmente si aspettava un Walter non adeguato ad un match di livello. Ha trovato invece un atleta che ha respinto la sua pressione e che con la boxe ha ribaltato la situazione. Li ho visto che il suo volto ha cambiato espressione e ho poi sempre condotto io il match, a cominciare dal controllo a parete che è uno dei suoi punti di forza. Io stesso mi son stupito del miglioramento che ho avuto su questo piano lavorando col mio coach alla MMA Atletica Boxe. L’ho anche colpito più volte in modo molto forte, onore a lui per la sua capacità di incassare bene. Fusi ha anche lavorato bene di jiu jitsu nelle fasi a terra, è riuscito pure a prendermi una kimura ma ne sono uscito”.

Molti si sono chiesti cosa ti ha detto al peso e dopo il match? Come hai preso il fatto che al face off non ti ha dato la mano?

“Al peso ho voluto tendergli la mano perché mi trovavo di fronte ad un uomo con il quale dovevo condividere la gabbia e ritenevo che di trash talking ce ne fosse stato già troppo, volevo far vedere che ero cambiato. Non lo condanno per non avermi dato la mano perché in effetti nei mesi scorsi avevo fatto del trash talking. Il sorriso spavaldo invece si mi ha dato fastidio al che gli ho detto tranquillo che domani regoliamo i conti. Dopo il match invece, come si vede spesso anche nelle grandi promotion, subentra il rispetto e ci si lascia alle spalle il resto. Io gli ho detto che comunque era un osso duro e lui si è complimentato. Ammetto di aver alzato troppo i toni nei mesi scorsi ma è anche vero che questo ci ha permesso di essere stati li”.

Cosa pensi del fatto che giornalisti e bookmakers inglesi davano sfavoriti te ed il tuo compagno di team Stefano Paternò?

“Onestamente lo scopro adesso e la cosa non mi tocca. Ognuno ha le sue opinioni, forse dato che venivo da due sconfitte non mi ritenevano un atleta valido, non lo so. Adesso credo però che la prossima volta che sentiranno il mio cognome e quello di Stefano ma anche del nostro team, la MMA Atletica Boxe, la penseranno diversamente”.

Cosa speri adesso? Vorresti chiudere la trilogia con Fusi? Stai già parlando di un nuovo match con Bellator?

“Il contratto con la promotion era per un match solo. Riguardo a me e lui ne ho parlato anche col mio coach Garcia Amadori. I nostri due match sono finiti uno per split decision, l’altro con una vittoria netta. Non sono interessato ad un terzo match salvo che non mi venga proposta una grossa borsa. Poi come ho detto, dopo il match ci siam dimostrati rispetto, non sento più la necessità di dover dimostrare qualcosa, non so a chi possa servire questo match. Ovviamente invece mi piacerebbe tanto poter combattere ancora in Bellator, anche con un altro contratto per un match solo, e contro un atleta internazionale per un valido confronto e poter veramente dimostrare ancora di più la mia evoluzione”.