20/10/2019

STEFANO PATERNÒ: “VORREI COMBATTERE IL 21 DICEMBRE A BELLATOR HAWAII”

L’atleta milanese si è imposto all’attenzione mondiale all’Allianz Cloud e si dice già pronto a combattere prima di Natale.

La stampa internazionale, come vi abbiamo già riferito, ha speso parole d’elogio per l’evento di Bellator a Milano. E tra i nomi di star internazionali come Nemkov e Manhoef, oltre a quello di Sakara, si imposto anche quello di un altro atleta italiano. Stiamo parlando di Stefano Paternò della MMA Atletica Boxe di Milano, protagonista di quello che alcuni giornalisti stranieri hanno definito il “fight of the night” contro il britannico Asley Reece. Lo abbiamo incontrato nella sua palestra per chiedergli a freddo un commento sul suo match

Ciao Stefano ed intanto complimenti per la vittoria. Hai battuto un avversario rivelatosi davvero ostico nonostante la sconfitta, come ti sei sentito durante il match?

“Grazie per i complimenti intanto. Parlando invece dell’incontro la cosa più importante per me era capire in che condizioni ero io dato che venivo da 1 anno di stop per la frattura della mano destra e non avevo ancora mai tirato colpi al 100% con i guantini. Non sapevo quindi come avrebbe reagito la mano. Un altro elemento importante era invece il combattere in casa, a Milano, con tanti tifosi accorsi a sostenermi. Questo mi mette sempre tanta pressione anche se positiva. Ad esempio mi sentivo più obbligato a vincere quando ho combattuto nella mia città al Teatro Principe che non quando ho lottato per il titolo Cage Warriors in Inghilterra. Devo dire che non mi sono mai sentito così concentrato come questa volta all’Allianz Cloud”.

È stata una vittoria unanime ai punti che nessuno ha contestato. Molti però son rimasti perplessi leggendo i cartellini nel vedere che 2 giudici su 3 ti hanno dato sconfitto nel terzo round dopo averti invece dato un 10-8 nel secondo. Tu cosa ne pensi, sei d’accordo coi cartellini?

“Beh avendo vinto non posso certo lamentarmi. È vero che nel terzo round ho voluto gestire anziché essere aggressivo ma questo non vuol dire che abbia fatto meno. Anche dopo aver rivisto il match posso dire che l’ho colpito con un destro che lo ha fatto barcollare, ho piazzato diversi low kicks, l’ho proiettato. Anche nello scambio finale ho messo io i colpi più significativi ed ho tenuto la pressione a parete. Io e tutti quelli con cui ho parlato riteniamo che il verdetto più coerente sarebbe stato un triplo 30-27 ma non farò certo polemica per questo. Direi anzi che questi particolari ti ricordano che devi fare ancora di più pur avendo vinto”.

Nessuno ha messo in discussione il verdetto finale, prima del match invece eri dato perdente dai bookmakers inglesi e da quasi tutti i giornalisti internazionali. Come ti fa sentire questo?

“Devo dire che ne sono sorpreso anche perché, con tutto il dovuto rispetto, io ho affrontato avversari di livello più alto in confronto a Reece. Parlo di 2 ex UFC come ad esempio gli ex UFC Cody McKenzie e John Maguire, un fighter ex Bellator ed ora UFC come Danilo Belaurdo, Giorgio Pietrini che è sotto contratto con Bellator ed i due match per il titolo Cage Warriors. L’unica spiegazione che mi do è che forse mi credevano limitato dal fatto che arrivassi da 1 anno di stop per infortunio e che il mio avversario avesse un record di 2-0 in Bellator”.

Adesso a che cosa punti? Ti senti già pronto ad affrontare un fighter della top ten Bellator

“In Bellator ci sono tanti fighters forti anche fuori dalla top ten, scavalcarli dopo 1 solo match mi sembra persino irrispettoso nei loro confronti. Vorrei meritarmela la possibilità di combattere con un top fighter battendo prima altri atleti di livello. Non ho ancora in mente un nome in particolare che vorrei affrontare, mi piacerebbe però combattere di nuovo prima di Natale. Sarebbe bellissimo esserci il 21 dicembre alle Hawaii, non tanto perché il posto è bellissimo ma perché è tra 2 mesi da oggi che è il lasso di tempo perfetto per prepararsi. Sono uscito benissimo da questo match, sono in forma”.

Accetteresti anche una chiamata in short notice?

Dipende. Non certo con 2 giorni di preavviso ma con 2 o 3 settimane potrebbe anche essere. Dipende comunque anche dall’avversario perché, come mi ha detto il mio manager Alex Dandi, noi adesso dobbiamo pensare a combattere con gente sopra di me nel ranking per poterlo scalare”.

Riguardando il match pensi di avere qualcosa da migliorare?

“Penso di essermi mosso bene sia a livello di striking sia di lotta. Ho potuto tentare sia una d'arce choke sia un heel hook che non ho chiuso perché il suo sangue mi faceva scivolare, lo si vede chiaramente guardando il video del match. Nonostante questo però sia io sia il mio Maestro Garcia Amadori abbiamo visto cose migliorabili tanto in piedi quanto a terra. Non sono dei veri e propri errori ma rivendendo il match capisci dove puoi migliorare”.

Parliamo un attimo anche del tuo amico e compagno d’allenamento Walter Pugliesi che sabato scorso ha battuto Andrea Fusi in un rematch attesissimo. Hai potuto vedere il match dal vivo? Che impressioni hai avuto?

“Si fortunatamente l’ho visto dal vivo e per questo devo ringraziare l’arbitro Dan Miragliotta che me lo ha permesso. L’organizzazione infatti mi aveva chiamato per andare in spogliatoio per il briefing proprio quando toccava a Walter. Lui però si è offerto di accompagnarmi a vedere il match e lo ha anche commentato con me. Alla fine poi ha fatto i complimenti al mio amico per come ha vinto. Parlando invece del match Walter ha detto più volte che l’anno scorso non stava bene per aver sbagliato il taglio del peso. Agli occhi di tanti saranno sembrate delle scuse, adesso invece ha dimostrato che con più fiato poteva imporsi. E poi ha avuto una grandissima crescita tecnica, soprattutto nel controllo a parete”.

I fans han cominciato già a chiedere il terzo match, tu cosa ne pensi?

Di sicuro tanti appassionati lo vorrebbero rivedere perché è stata una vera battaglia e probabilmente anche alla promotion potrebbe interessare. Non so invece cosa ne pensi Walter e quanto possa convenire ad entrambi perché credo che sia meglio per loro affrontare altri atleti e casomai pensare ad un rematch in un futuro quando avranno scalato il ranking”.