10/09/2019

ALEX AVOGADRO: “CONTRO CECCHETTI NON SARÒ SVANTAGGIATO DAL REGOLAMENTO”

Il fighter bergamasco, specialista della muay thai, ci parla di sé e del suo combattimento di Kickboxing il 12 ottobre a Milano

Insieme a Luca Cecchetti sarà il protagonista dell’unico match tra italiani nella main card di Bellator Kickboxing il 12 ottobre prossimo a Milano. Stiamo parlando di Alex Avogadro, uno specialista della muay thai in forza alla Freecombat Academy del Maestro Ivan Mapelli. Nell’arte da combattimento del Siam fino ad oggi ha fatto suoi 5 titoli italiani in diverse federazioni ed una Medaglia d'argento ai Campionati Europei IFMA 2017 a Parigi. Ha combattuto più volte anche in Tailandia, l’ultima lo scorso 29 giugno battendo per Ko al primo round con uno spettacolare e devastante calcio posteriore girato al fegato l’idolo di casa Petch-Samui Lukjaoporongtomsi al “Thai fight Betong” davanti a 15 mila persone ed in diretta TV nazionale. Siamo andati a trovarlo nella sua San Pellegrino Terme per parlare del suo prossimo match in Bellator e non solo.

Ciao Alex e ben arrivato anche a te in Bellator. Racconta qualcosa di te ai nostri fans, ad esempio come sei diventato un thai boxer italiano che va in Tailandia a battere i campioni di casa combattendo con le regole tradizionali, comprese le corde al posto dei guantoni?

“La gente non ci crederà ma io la muay thai l’ho scoperta per scherzo 10 anni fa. Ero andato a provare in palestra con degli amici e non ho smesso più anzi, ho iniziato a combattere e ho capito che potevo ottenere dei risultati. Questo mi ha spinto a perseverare e a dare tutto me stesso negli allenamenti fino ad arrivare a farne la mia unica attività a tempo pieno. Non è facile comunque, io abito a San Pellegrino Terme mentre il mio maestro Ivan Mapelli, che mi fa anche da manager, è a Romano di Lombardia. Ogni volta che vado ad allenarmi devo fare 120 chilometri tra andata e ritorno”.

Nel tuo team, la Freecombat, si praticano anche altri sport da combattimento, perché tu hai optato per la muay thai

“Io per la verità ho iniziato allenandomi nel K1 ma sono sempre stato molto adattivo. In carriera ad esempio ho fatto anche un match di kickboxing tradizionale. Alla fine però preferisco dedicarmi alla thai perché la trovo più completa nel senso che è lo sport da ring con il bagaglio tecnico più ampio”.

Cosa sai del tuo avversario Luca Cecchetti? Pensi che sarai penalizzato dal regolamento che non è quello della muay thai?

“No, non credo che le regole saranno uno svantaggio per me anche perché ho già combattuto con lui qualche anno fa nelle regole del K1. Era la finale di un torneo “tutto in una sera” ed ho vinto ai punti. So come imposterà lui il match e cosa dovrò fare io”.

Hai combattuto varie volte in Tailandia, anche in grossi eventi, con una grande copertura mediatica perché è la terra natale della muay thai che la è ancora oggi lo sport nazionale. Rispetto ad esperienze così forti cosa ti può dare in più Bellator?

“Sono mondi diversi. Come dicevi tu la muay thai nella sua terra d’origine è lo sport nazionale ma è anche un elemento d’identità culturale molto sentito. In occidente invece combattere in Bellator significa far parte di una top promotion mondiale. Questo, rispetto ai miei precedenti match, può darmi molta più visibilità in Italia ed in Europa”.

Quali sono gli atleti che ti piacciono di più tra quelli nella card del 12 ottobre a Milano?

“Un match che non vedo l’ora di guardare è quello tra Sudsakorn e Allazov. Mi piacciono molto entrambi. Il thai è nato per combattere mentre Allazov come fighter è più un pugile ed è più aggressivo, meno spettacolare ma porta una gran quantità di colpi e tiene sempre un ritmo molto alto. Con il regolamento Bellator per me lui è il favorito. Un altro atleta che mi piace molto è Gabriel Varga che metterà in palio il titolo con Cristian Faustino. Sono molto curioso di vedere questo incontro. Nelle MMA invece conosco solo Fusi e Sakara e spero in una loro vittoria”.