01/09/2019

DALLA KICKBOXING ALLE MMA, LA STORIA DI DRAGOS ZUBCO

L’atleta italo moldavo che combatterà il 12 ottobre a Milano ci spiega perché, come altri fighter prima di lui, ha deciso di passare dal ring alla gabbia.

In Bellator ci sono molti fighters che sono passati dalla kickboxing alle MMA. Alcuni da molto tempo come Melvin Manhoef o Joe Schilling, altri invece da poco come Gabriel Varga. Tra questi ultimi c’è anche Hesdy Gerges, un atleta ben noto ai fans della kickboxing grazie ai suoi 71 match da professionista con 50 vittorie, di cui 23 per Ko, e 3 titoli Mondiali vinti. Ad oggi in gabbia ha disputato un solo match, proprio in Bellator, lo scorso dicembre a Genova, e gli andò male. Perse infatti per Ko tecnico alla prima ripresa contro il capoverdiano di base in Portogallo Domingos Barros. Il 12 ottobre indosserà i guantini per la seconda volta in un match che si preannuncia particolarmente interessante, perché anche il suo avversario sarà un atleta che arriva dalla Kickboxing. Stiamo parlando di Dragos Zubco, moldavo in forza al Kombat Team Alassio del Maestro Alessandro De Blasi. In carriera da pro ha disputato 15 match ottenendo 9 vittorie (7 per Ko) e 6 sconfitte. Ha vinto da dilettante il titolo ucraino di muay thai e da pro la cintura internazionale ed il campionato europeo WKN di K1 Style combattendo in promotion come Glory e KOK. Quella tra lui e Gerges sarà quindi un’inedita sfida tra kickboxers con le regole delle MMA. Come si è arrivati a questo ce lo racconta lo stesso Zubco.

Ciao Dragos e complimenti per essere stato chiamato per disputare questo match. Sei giovane, 28 anni, ma combatti già da molto tempo, fino ad oggi nella kickboxing. Perché adesso hai deciso di passare alle MMA?

“Grazie per i complimenti intanto. In realtà si, io ho cominciato con la kickboxing nel mio paese e fino ad oggi ho quasi sempre combattuto in questa disciplina ma ho già avuto un’esperienza nelle MMA. È successo 4 anni fa in Moldavia, poco prima di trasferirmi qui in Italia. Ho combattuto 3 volte in meno di un mese vincendo 2 volte per Ko al primo round. Mi ero preparto pochissimo e non mi sono più allenato nelle MMA fino a qualche mese fa. Quando ho saputo del ritorno di Bellator in Italia mi sono infatti proposto per combattere nella kickboxing ma dopo un po’ è arrivata la proposta di combattere con Gerges nelle MMA. Ci ho riflettuto ed alla fine ho accettato”.

Cosa ti ha fatto decidere per il sì, il prestigio di Bellator?

“Anche, ma non solo. In realtà è un passo che stavo meditando da tempo. A parte la mia breve esperienza di 4 anni fa ci sono altre considerazioni che mi hanno spinto a tentare la carriera nelle MMA. La prima è di tipo tecnico. Al Kombat Team di Alassio ci sono anche dei pro di MMA. Per divertimento ho iniziato a fare un po’ di lotta a fine allenamento con Giacomo Michelis (record pro 3-0, 2-0 da dilettante NDR). Mi muovevo usando solo l’istinto e la forza ma nonostante questo ho attirato subito l’attenzione del nostro grappling coach, Stefano Campeggio della OK Club Imperia. Lui mi ha detto che gli sembravo dotato per la lotta e mi ha convinto ad iniziare a prepararmi veramente. L’altra considerazione che ho fatto riguarda invece le mie possibilità di crescita come atleta professionista. Obiettivamente oggi in Europa ci sono più opportunità di combattere se fai MMA e con ingaggi migliori”.

Quindi pensi di dedicarti solo alle MMA in futuro?

“Probabilmente sì. Per i motivi che ho appena detto e anche perché mi sto davvero appassionando a questo sport”.

Gerges come kickboxer lo consoci bene. Nelle MMA invece ha disputato un solo match, cosa ti aspetti?

Lui è sicuramente superiore nello striking e riguardo alla lotta dopo quasi un anno sarà sicuramente molto migliorato rispetto a Genova. Fisicamente lui è 2 metri contro il mio metro e 88 ed il limite di peso del match è stato fissato a 110 kg quando io di solito combatto a 95 kg. Detto questo io ho una forza fisica notevole per il mio peso e sono molto più giovane, ho 28 anni mentre lui ne ha 35. Soprattutto poi ha combattuto molto più di me il che certamente gli ha permesso di cumulare più esperienza ma negli sport da combattimento, più che in tutti gli altri, più l’attività è lunga più il fisico si logora.

Hai visto gli altri match che saranno nella card? Cosa ne pensi?

“Che è davvero una grande card. Io personalmente mi aspetto molto da una leggenda come Manhoef che mi piace tanto in quanto è aggressivo e viene dalla kickboxing come me. Anche il match tra Cecchetti e Avogadro promette scintille per non parlare del titolo mondiale tra Varga e Faustino. Poi io e i miei compagni da liguri seguiremo con particolare coinvolgimento la sfida tra Ross e Cangelosi, anche perché Shan ha il cuore di un leone”.

Sei qui da 3 anni. Quanto sono diverse Italia e Moldavia negli sport da combattimento?

“Ci sono molte differenze. La prima è senz’altro che noi ci mettiamo più cattiveria in allenamento, anche gli sparring sono sempre pesanti. Tecnicamente la si lavora più di boxe, qui invece molto di più con le gambe. È uguale l’intensità della preparazione atletica mentre d voi sono più pesanti le diete. In Italia tutto è selezionato e pesato al grammo, in Moldavia invece quando esci dalla palestra mangi e basta. Soprattutto però gli sport da combattimento da noi sono molto più seguiti. La gente ti riconosce per strada, i grandi eventi vanno sulla TV di stato e vengono presentati giorni prima”.