31/08/2019

SILVIA LA NOTTE: “HO VINTO TUTTO MA BELLATOR È L’APICE DELLA MIA CARRIERA”

La pluricampionessa del Mondo ripercorre le tappe della sua carriera e ci parla del suo match il 12 ottobre a Milano

L’unico match femminile di Bellator Milano sarà quello nella kickboxing tra la milanese Silvia “little devil” La Notte e la francese Jade Jorand. La scelta della promotion non è però dovuta alla sua residenza ma alla sua carriera. In quasi 20 anni la 37enne fighter della Thunder Gym dei maestri Giorgio Castoldi e Christian Brenna ha infatti disputato 102 combattimenti, cumulando 81 vittorie (22 per Ko) 17 sconfitte e 4 pareggi. Soprattutto però ha collezionato una lunga lista di titoli vinti, tra i quali: 3 titoli Mondiali di Savate FIS, 5 Mondiali WAKO Pro e 2 J-net di K1 ed un mondiale ISKA di muay thai; un Europeo di Savate FIS, uno di K1 WPKC ed uno di Kickboxing WKN; 3 campionati italiani dilettanti di pugilato per un totale di 14 titoli internazionali che ne fanno una delle atlete donna più vittoriose di sempre nella storia del ring. Oggi vi aiuteremo a conoscerla meglio.

Silvia tu hai combattuto e vinto in tutti i più grandi eventi mondiali, che cosa rappresenta quindi per te essere stata chiamata da Bellator?

“Ad essere sincera devo dire che questa chiamata mi ha sorpreso molto perché Bellator non aveva la mia categoria, la – 51 kg femminile. È una categoria di peso effettivamente bassa e quindi sono onorata che abbiano deciso di inserirla pur di farmi combattere nella mia Milano. Entrare in questa promotion rappresenta l’apice della mia carriera, più ancora di quando ho vinto per due volte il J Girls World Queen Tournament a Tokyo”.

La tua avversaria è molto giovane sebbene combatta già da molto. Credi di essere avvantaggiata data la tua maggiore esperienza?

“Io non sottovaluto mai nessuna avversaria. Nonostante abbia solo 19 anni la Jorand ha già combattuto e vinto molto, compresi dei mondiali WAKO quindi ha sicuramente carattere. Se poi ripenso a come ero io alla sua età ricordo che ero una atleta senza paura e probabilmente lo sarà anche lei. Quanto all’essere in casa è un’arma a doppio taglio perché ti senti di avere il doppio da dimostrare. Non da ultimo per lei questo è uno straordinario trampolino di lancio, una svolta per la sua carriera. Come fighter invece ha uno stile simile al mio, son convinta che sarà bel match”.

Hai avuto modo di vedere quali sono gli altri match della card? Cosa ne pensi?

“Si ho visto quali sono gli altri incontri per ora annunciati e posso dire in tutta serenità che sono tutti ottimi match, anche quelli tra italiani. Sono sicura che si farà notare Christian Faustino nella sua sfida mondiale contro Gabriel Varga. Sarà invece interessante capire come si adatterà Sudsakorn al regolamento della kickboxing lui che è un thai boxer puro. Sono in ogni caso molto contenta di riveder combattere Allazov perché mi piace tantissimo la sua tecnica ed è uno che tiene sempre alto il ritmo con le sue combinazioni di calci e pugni. Parlando invece di atleti italiani uno che stilisticamente mi piace molto e garantisce sempre un grande spettacolo è Alex Avogadro che combatterà contro Luca Cecchetti”.

Se Bellator dovesse decidere di mettere in palio una cintura per la tua categoria di peso contro chi vorresti combattere?

“Rene Kubota, la giapponese che adesso combatte di MMA proprio in Bellator ma che ha un grande passato nella kickboxing e nella shoot boxing”.

Tra le tue tante vittorie qual è quella di cui sei più soddisfatta?

Più che ad un match sono molto legata ad un titolo, quello mondiale WAKO Pro di K1 Style – 50 kg. Lo vinsi a Milano nel 2009 e l’ho difeso nel 2010. Poi per anni nessuno mi ha mai proposto una difesa, ho dovuto aspettare il 2017. Ho mantenuto la cintura e l’ho riportata a casa anche lo scorso dicembre quando in Francia ho battuto l’idolo di casa Ludivine Lasnier Sifi”.

Se riavvolgi la pellicola della tua carriera e ritorni a quando hai incominciato gli sport da ring con la savate cos’è cambiato rispetto ad oggi in questo mondo?

“Sicuramente è cambiato tutto ed in meglio. Oggi ci sono persone molto più preparate. Vedi arrivare dei ragazzi giovanissimi ma molto ben allenati. Non si vedono più poi i cali fisici durante i match perché anche nella preparazione atletica ci siamo migliorati. C’è anche molta più selezione tra i fighters perché abbiamo molti eventi. Resta invece il problema della visibilità che forse è pure diminuita, questo rende difficile trovare sponsor e non permette agli atleti di vivere solo di questo. Ti faccio un esempio, io in 4 anni ho disputato 15 match in Francia dove sono acclamatissima. La i fighters sono veramente dei professionisti però i match li passano in prima serata TV tre giorni dopo l’evento. Qui da noi un mese dopo e in terza serata. Del resto da qualche anno pure il pugilato è sparito dalla TV generalista, c’è solo una buona offerta di MMA ma solo sui canali a pagamento. Niente kickboxing invece nonostante i tantissimi praticanti. È una situazione che non so spiegarmi”.