20/08/2019

È UFFICIALE, NICOLÒ SOLLI COMBATTERÀ A MILANO

Nelle MMA Pesi Leggeri se la vedrà col britannico Daniel Cassell

La notizia circolava già in rete ma adesso è arrivata l’ufficialità, Nicolò “The Monkey King” Solli combatterà il 12 ottobre a Bellator Milano. Si misurerà con l’inglese Daniel Cassell, atleta dal singolare soprannome: “pork chop” (braciola di maiale). Capita che qualche fighter adotti un nick name scherzoso, a contare non è certo quello ma i risultati. Da questo punto di vista l’atleta della UTC staffs di Cannock nello Staffordshire si presenta con una solida esperienza. Da dilettante è stato nazionale britannico e medaglia di Bronzo ai Mondiali IMMAF del 2014, mentre da pro per ora ha cumulato un record di 4-3-1 con 3 vittorie per Ko o ground and pound. Arriva da due successi prima del limite, l’ultimo il 4 maggio scorso al suo esordio in Bellator a Birmingham contro un altro inglese, John Nicholls. È un atleta che cerca spesso di andare a terra ma non per provare una finalizzazione quanto piuttosto per lavorare con il ground and pound.

Nicolò Solli non ha invece bisogno di molte presentazioni per i fans italiani. Ha solo 21 anni contro i 28 del suo avversario ma combatte da quando ne aveva appena compiuti 18. È cresciuto nella MMA Biella ma ora è di base alla SBG Ireland di Connor McGregor. Ad oggi ha combattuto solo 6 volte, due da pro e 4 da dilettante, ma ha sempre vinto prima del limite senza mai andare oltre il secondo round. Più precisamente da dilettante ha 3 vittorie per finalizzazione e d 1 per Tko, da pro 1 per armbar ed 1 per Tko. I suoi due match da professionista li ha disputati quest’anno, lo scorso marzo in Italia ed a maggio a Birmingham quando ha esordito in Bellator battendo l’inglese Simon Ridgway. È un atleta completo con una ottima base nel brazilian jiu jitsu. Cassell, che tende ad entrare nella guardia dell’avversario a terra per martellarlo col suo ground and pound, dovrà stare molto attento se non vuole subire una finalizzazione. Solli comunque sa anche lavorare di striking e non è da escludere che voglia mantenere in piedi il match facendo valere il suo vantaggio nell’allungo. Il suo fisico molto longilineo gli concede infatti 11 centimetri di vantaggio nella statura (1 metro e 88 centimetri contro 1 e 77 cm del britannico) e, particolare ancora più importante, ben 12 centimetri in più nell’allungo (185 contro 173 cm).