08/08/2019

FAUSTINO: “SONO ONORATO DI COMBATTERE PER BELLATOR”

Il fighter bolognese sarà protagonista il 12 ottobre nel match per il titolo Pesi Piuma di Kickboxing

L’unico titolo in palio sabato 12 ottobre all’Allianz Cloud di Milano sarà quello dei Pesi Piuma nella Kickboxing tra il detentore, il canadese Gabriel Varga, e l’italiano Cristian Faustino della Pro Fighting Sempre Avanti Bologna del Maestro Mario Zanotti.

Cristian ha 29 anni ed un record di 31-12-1 maturato contro fighters come Saenchai, Petchmuangchon, Karim “Le Chirurgien" Bennoui, Mohamed Galaoui e Liam “the hitman” Harrison. In carriera ha vinto un titolo mondiale WFC ed un intercontinentale WTKA.

Abbiamo “disturbato” le sue brevi vacanze in Sicilia per porgli qualche domanda a nome dei fans di Bellator.

CRISTIAN, POSSIAMO BREVEMENTE RIPERCORRERE LE TAPPE DEL TUO CAMMINO IN QUESTO SPORT?

“Guarda, io ho avuto due inizi se così vogliamo dire. Ho infatti cominciato gli sport da ring da ragazzino sull’onda dell’entusiasmo per i film di arti marziali ma soprattutto per i video dei combattimenti che guardavo su internet. Ho praticato per circa due anni senza combattere e poi mi sono fermato. La passione però covava dentro di me così 10 anni fa ho deciso di ricominciare e questa volta con in testa l’idea di fare sul serio. Ho cambiato un paio di palestre e poi finalmente nel 2014 ho trovato il team del Maestro Zanotti e da lì sono decollato”.

COSA TI HA DATO QUESTA PALESTRA IN PIÙ RISPETTO ALLE ALTRE?

“Avevo sentito parlare molto bene del Maestro Zanotti, sapevo che aveva ed aveva avuto in passato molti campioni tra i suoi allievi. Io già combattevo e volevo puntare in alto. Ho capito che li avevo grandi margini di crescita e così è stato, tutte le mie aspettative sono state confermate”.

SEI UNO SPECIALISTA DELLA MUAY THAI, PENSI CHE SARAI SFAVORITO DAL REGOLAMENTO DI KICKBOXING DI BELLATOR?

“Francamente no, non mi sento limitato dalle regole Bellator anzi, forse non essendoci le gomitate sono anche più tranquillo perché si riduce di molto il rischio di subire dei tagli”.

TECNICAMENTE QUAL È LA TUA IMPOSTAZIONE?

“Mi considero il classico fighter che attacca sempre e pressa l’avversario. Le mie tecniche preferite invece sono il low kick destro dopo una combinazione di braccia e la ginocchiata sinistra con cambio di passo. Mi vengono naturali”.

COSA HAI PENSATO QUANDO TI HA CHIAMATO BELLATOR PROPONENDOTI NIENTE MENO CHE UN MATCH TITOLATO CONTRO VARGA?

“Ero esterrefatto e sono contentissimo che la promotion abbia scelto me come avversario di un campione dalla carriera straordinaria come Varga. Combattere contro avversari del suo calibro può solo farti crescere, ne sono onorato”.

IMMAGINO CHE AVRAI STUDIATO I SUOI VIDEO, CHE COSA TI ASPETTI DA LUI?

“A dire la verità non c’è stato bisogno di guardare nulla, sono anni che seguo Varga e so benissimo qual è il suo stile di combattimento. Immagino che come sempre lavorerà molto con tecniche pugilistiche. Lui poi ha un talento particolare nel vedere i “buchi” nella tua guardia e sa approfittarne con dei colpi molto precisi”.

QUESTO SARÀ SICURAMENTE IL MATCH PIÙ IMPORTANTE DELLA TUA CARRIERA MA HAI COMUNQUE GIÀ AFFRONTATO MOLTI CAMPIONI, L’ULTIMO POCO TEMPO FA È STATO LIAM HARRISON. FINO AD OGGI QUAL È STATO IL MATCH CHE HA SEGNATO UNA SVOLTA NELLA TUA CARRIERA?

“Me ne vengono in mente due. Uno è sicuramente la vittoria sullo spagnolo Manuel Fernandez Blanco nell’incontro valido per il titolo intercontinentale WTKA. L’altro invece è stato il match del 2015 contro il pluricampione del Mondo Yetkin Özkul. È stato il mio primo combattimento importante in carriera e pur avendo perso ho ricevuto i complimenti da tutti i presenti quella sera a Parigi. Ero felicissimo. Da li han cominciato a chiamarmi per gli eventi internazionali, in Francia credo di aver combattuto almeno 10 volte”.

SONO 10 ANNI CHE COMBATTI E HAI FATTO MOLTI INCONTRI ALL’ESTERO. COSA HAI VISTO CAMBIARE IN QUESTO SPORT IN ITALIA IN QUESTI ANNI E CHE DIFFERENZE NOTI RISPETTO AL NOSTRO PAESE QUANDO VAI ALL’ESTERO A COMBATTERE?

“In Italia ho visto alzarsi tantissimo il livello tecnico degli atleti. I Classe C di oggi avrebbero potuto fare i Classe A 10 anni fa. La differenza fondamentale rispetto a Francia e Olanda, che sono le nazioni europee più forti in questo sport, è invece il numero nettamente maggiore di atleti di assoluto livello internazionale. Questo è diretta conseguenza della maggiore visibilità che li hanno gli sport da ring, il che si traduce in molti più praticanti ma anche in più sponsor e quindi più soldi. Spero che Bellator da questo punto di vista riesca a farci ridurre le distanze”.