08/07/2019

GIACOMO LICHERI

Conosciamo meglio uno dei protagonisti di Bellator Kickboxing

A soli vent’anni Giacomo Licheri vanta già una lunga carriera negli sport da combattimento. Ha iniziato con le discipline light che lo hanno portato a vincere molti titoli, tra i quali due medaglie d’Argento ai Mondiali Juniores di Kick light. È poi passato al contatto pieno disputando 19 match da dilettante che gli hanno permesso di conquistare, tra le altre cose, due titoli italiani di Kickboxing, uno da juniores ed uno da pro. Nel professionismo è ancora imbattuto con 7 vittorie in altrettanti match (1 per Ko).

GIACOMO TU HAI GIÀ COMBATTUTO IN BELLATOR LO SCORSO DICEMBRE A GENOVA BATTENDO UN VETERANO COME FILIPPO SOLHEID. ERO SICURO QUINDI DI AVERE UNA SECONDA OCCASIONE DI SALIRE SUL RING DI QUESTA PROMOTION?

“No, non ero sicuro che sarei stato richiamato da Bellator. Certamente ci contavo, soprattutto nel momento in cui sarebbe stato un nuovo evento in Italia avendo vinto nella passata edizione. Quando ho saputo che ci sarebbe stato Bellator Milano ho sentito che stava per arrivare la mai chiamata ed ho indovinato”.

TU CHE HAI COMBATTUTO IN TANTI EVENTI, ANCHE MONDIALI, CHE COSA HAI TROVATO DI DIVERSO IN BELLATOR?

“Guarda combattere a Genova è stato bellissimo, emozionante, avvincente. Avevo già combattuto in eventi pro internazionali e in posti bellissimi tipo Capri ma come organizzazione e cornice della serata Bellator è tutto un altro livello. Entrare sul ring con dietro di te la tua immagine su mega schermo, i riflettori puntati addosso, la passerella… e poi non avevo mai visto tanta gente assistere ad un mio match. Quando poi sono risultato vincitore su un avversario con 80 match alle spalle ho sentito che poteva finalmente realizzarsi il mio sogno, quello di potermi dedicare solo a questo sport nella vita”.

CONOSCI IL TUO AVVERSARIO?

“So solo che per la prima volta combatterò da pro con un atleta più giovane di me anche se solo di 6 mesi ma non per questo lo sottovaluto anzi, mi stimola ad impegnarmi ancora di più”.

CHE TIPO DI FIGHTER È GIACOMO LICHERI?

“Uno che predilige la corta distanza anche perché di solito trova avversari più alti. È però anche uno stratega che sulla distanza può dire la sua. Ed è anche uno che dentro la sua strategia riesce a mettere l’aggressività e questo è uno dei suoi punti di maggior forza”.

SECONDO TE PERCHÉ GLI SPORT DA COMBATTIMENTO IN ITALIA NON SONOA NCORA POPOLARI COME, TANTO PER RESTARE IN EUROPA, IN OLANDA O IN GRAN BRETAGNA? DA QUESTO PUNTO DI VISTA CREDI CHE UNA SERATA MISTA DI MMA E KICKBOXING COME QUELLE ORGANIZZATE DA BELLATOR POSSA ESSERE UNA SCELTA VINCENTE PER ATTIRARE PIÙ PUBBLICO?

“Si la formula dei due sport nello stesso evento per me è azzeccata, può far crescere ugualmente entrambi gli sport. Più in generale invece quello che credo serva di più e sfatare il mito che questi siano sport violenti. Ad esempio si dovrebbe combattere il trash talking che io odio. Magari attirerà più gente ma ci dà una visibilità negativa. Piuttosto bisognerebbe far vedere le scene di grande sportività come ad esempio l’abbraccio tra i fighters appena terminata l’ultima ripresa”.

HAI SOLO VENT’ANNI MA HAI GIÀ VINTO MOLTO, QUAL È IL SUCCESSO CHE PIÙ TI HA RESO FELICE

“Il match del luglio dell’anno scorso a Milano contro Andrea Ingrasciotta per titolo pro di kickboxing. È stato uno dei più duri che abbia mai fatto, mi ha dato più soddisfazione di un podio ai mondiali”.

LA CHIAVE DEI TUOI SUCCESSI FINO AD OGGI?

“Lo spirito di squadra che abbiamo tutti noi alla Ludus Magnum. Prima di ogni match ci ripetiamo che allenandoci con tanta gente di alto livello possiamo andare avanti, questo credo che ci dia una marcia in più. Ti dà una grande motivazione anche quando sei stanco e non riesci a stare al passo con gli allenamenti oppure stai facendo fatica a seguire una dieta”.

C'È QUALCUNO DELL’ATTUALE ROSTER BELLATOR CHE CI TERRESTI AD AFFRONTARE PER DIMOSTRARE CHE PUOI FARE IL GRANDE SALTO?

“Nessuno in particolare ma io mi sento già pronto per combattere contro i top fighters mondiali della mia categoria anzi non vedo l’ora di poterlo fare”.