05/07/2019

A TU PER TU CON NEGUSE KEBROME

BELLATOR KICKBOXING

Uno degli atleti che combatteranno nella Kickboxing a Bellator il prossimo 12 ottobre a Milano è Neguse Kebrome in forza al team del Maestro Gianpietro Marceddu di Firenze. Atleta molto alto per la sua categoria (180 cm per 65 kg) in soli 5 anni di attività ha combattuto ben 38 volte conquistando 35 vittorie (6 per ko) 1 pari e due sconfitte. È stato campione italiano dilettanti e professionisti FIKBMS di muay thai la sua disciplina di provenienza nella quale ha sconfitto anche atleti tailandesi come al fighting spirit a Roma.

Per farvelo conoscere meglio abbiamo realizzato un’intervista doppia con lui ed il suo avversario Enderson Bonat che potrete leggere domani sempre su www.bellator.it

NEGUSE RACCONTACI QUALCOSA DI TE E COME HAI SCOPERTO GLI SPORT DA RING.

“Ho 27 anni e, come credo tanti ragazzi della mia generazione, ho scoperto le arti marziali da piccolo coi film di Van Damme in Etiopia. Dopo essermi trasferito con la famiglia in Italia sono entrato per la prima volta in una palestra a 18 anni ma dopo poco ho dovuto smettere per problemi personali. Fortunatamente 4 anni dopo ho potuto ricominciare e da allora non ho mai smesso”.

COS’È BELLATOR PER TE E COSA HAI PROVATO QUANDO TI HANNO PROPOSTO IL MATCH?

“Ovviamente conoscevo già Bellator che è un circuito famoso ed importante. Quando è arrivata la chiamata per questo match a Milano ho pensato subito che finalmente sono vicino ad un traguardo tanto atteso, quello di avere la mia occasione per farmi conoscere anche a livello internazionale”.

COSA SAI DEL TUO AVVERSARIO?

“So poco di a dire la verità. È bravo ed esperto e con caratteristiche simili alle mie”.

ECCO APPUNTO, TU COME TI DESCRIVI COME FIGHTER?

“Mi considero un atleta completo e, anche se ogni avversario ha le sue caratteristiche, non cambio molto il mio modo di combattere e cerco sempre di essere quello che gestisce il match”.

TU COSA PENSI DEL FATTO CHE QUELLA DI MILANO SARÀ UNA SERATA MISTA MMA E KICKBOXING, MOLTI HANNO STORTO IL NASO?

“No io invece credo che sia una buona scelta. Stiamo comunque parlando di due sport della stessa famiglia non di due cose che non c’entrano niente l’una con l’altra. Inoltre così si uniscono gli appassionai di due sport da combattimento diversi che possono conoscere meglio un'altra disciplina oltre la loro e si può fare più pubblico”.

HAI TOCCATO L’ARGOMENTO PUBBLICO. PUR AVENDO UN BUON NUMERO DI PRATICANTI GLI SPORT DA COMBATTIMENTO IN ITALIA NON HANNO ANCORA LA POPOLARITÀ CHE VEDIAMO IN ALTRI PAESI. SECONDO TE COSA CI MANCA PER SFONDARE?

“Io credo che prima di tutti ci manchi una buona visibilità sui media. Siamo trasmessi davvero troppo poco in TV e la gente non ci conosce. Una volta mi sembra che si vedessero di più i nostri sport in televisione”.

LA TUA PIU' GRANDE SODDISFAZIONE IN CARRIERA?

“Direi quando vinsi il torneo “fighting spirit” di muay thai perché ero all’inizio della mia carriera da pro ed il livello della competizione era molto alto. Vinsi la mia prima cintura in carriera”.

OLTRE AL TUO MAESTRO GIANPIETRO MARCEDDU CHI O CHE COSA SONO STATI FONDAMENTALI PER LA TUA CARRIERA?

“Mia madre che purtroppo oggi non c’è più. Ha creduto in me sin dall’inizio, mi diceva che ero bravo e mi dava la forza per andare avanti”.