30/06/2019

ANDREA “IL BARBARO” FUSI:

A MILANO VINCERÒ PRIMA DEL LIMITE “Non volevo il rematch contro Pugliesi ma combatterei con chiunque pur di essere in Bellator”.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il popolare fighter comasco (record pro 8-4 con 3 Ko e 2 finalizzazioni) subito dopo l’annuncio del suo ritorno a Bellator il prossimo 12 ottobre a Milano. Ecco cosa ci ha raccontato.

Ciao Andrea e bentornato in Bellator. Eri sicuro di questa nuova opportunità dopo la vittoria di Genova?

“Sicuro al 100% no, diciamo che mi aspettavo un’altra opportunità nel caso di un nuovo evento italiano della promotion”.

Combatterai di nuovo con Walter “the kraken” Pugliesi. A Genova avete dato spettacolo, molti fans volevano rivedere questa sfida e soprattutto Pugliesi era ansioso di avere la sua rivincita. Anche tu ci tenevi a questo rematch?

“Ad essere sincero no, non mi interessava affrontare di nuovo Pugliesi ma ho accettato senza pensarci. Pur di ritornare in Bellator non mi importava l’avversario. Mi rendo conto che molti fans volevano rivederci combattere insieme ma non mi sembrava il match up ideale mettere a confronto un atleta come me, che arriva da tre vittorie consecutive, ed uno come lui che invece viene da due sconfitte, una delle quali piuttosto netta”.

Con questo tuo secondo match in Bellator sono tre gli atleti del tuo team, il Ramada/Clan Mano di Pietra, ad aver combattuto nella promotion: tu, Botti e Scatizzi. Di chi è il merito di questo successo?

“È di tutti, ognuno fa la sua parte nel team, abbiam creato un bel gruppo e delle belle strutture. Queste chiamate dimostrano che ci stiamo muovendo nella giusta direzione. Siamo pochi atleti ma riusciamo a rendere bene anche perché siamo tutti amici pure fuori dalla palestra”.

Cosa vuol dire entrare in Bellator per un fighter di MMA?

Guarda, anche quando sono stato chiamato a dicembre ho detto subito si perché per un atleta che fa questo sport un’offerta del genere è l’occasione della vita. Sono onorato di poter combattere in Bellator, è una top promotion mondiale e lavora in modo precisissimo anche nei più piccoli dettagli”.

Quello di Milano sarà il settimo evento Bellator in Italia, che cosa ha significato per te questa presenza per le MMA italiane?

“Avere in casa una top promotion mondiale fa alzare il livello delle promotion locali anche perché è uno stimolo in più per gli atleti italiani, specie quelli ad inizio carriera, che hanno davanti agli occhi la possibilità concreta di mettersi in luce in una grande realtà mondiale”.

E credi abbia portato anche nuovi fans a questo sport?

“Si perché a Genova ricordo un palazzetto pieno come non accade di solito per gli eventi italiani. C’è infatti da considerare un problema con il pubblico nostrano, e io lo vedo anche negli sport mainstream, cioè che molti preferiscono rimanere a casa e guardarsi gli eventi in video e non dal vivo. Se vogliamo attirare di più il pubblico generalista comunque possiamo e dobbiamo ancora fare molto di più. Ad esempio si dovrebbero creare degli atleti che siano anche dei personaggi”.

Cosa servirebbe per creare questi atleti personaggio secondo te?

“Dovrebbe esserci un impegno da entrambe le parti. I fighter devono capire che non esiste solo l’allenamento se vogliono una carriera da pro. Le promotion invece dovrebbero creare delle storie, ad esempio raccontare la vita e la preparazione dei fighters in vista di un match per far capire cosa ci sta dietro. Non mi piace invece il ricorso al trash talking per alzare l’attenzione su un evento”.

Quale atleta vorresti poter affrontare?

Non ho un fighter in particolare che vorrei incontrare. Mi piacerebbe misurarmi con un atleta straniero con un record come il mio e con la reputazione di essere uno forte in modo da potermi mettere alla prova”.

Il match che più ti ha dato soddisfazione in carriera?

Non ce n’è uno in particolare, sono molto contento dei mei ultimi tre combattimenti. I successi contro Conti a ICF e su Ghraidia alla Notte dei Campioni perché ho applicato perfettamente la strategia che avevo preparato; e la vittoria su Pugliesi a Bellator Genova perché era il mio primo match in una top promotion mondiale anche se è finita ai punti, ma sta volta voglio portare a casa la vittoria prima del limite”.

Cosa vuoi dire a Walter Pugliesi?

“Nulla. A lui piace parlare prima dei match, a me no. Preferisco lasciar parlare la gabbia il prossimo 12 ottobre”.