24/06/2019

ALESSANDRO BOTTI DOPO IL MATCH DI LONDRA

Il fighter lecchese commenta con noi il suo match contro Terry Brazier

All’indomani dello sfortunato incontro con il britannico ex campione BAMMA abbiamo raggiunto Alessandro “the bad” Botti per avere un suo commento a freddo sul match e lo abbiamo trovato tutt’altro che abbattuto.

“Dovrei rivedermi – esordisce – perché non ricordo mai momento per momento i miei match. Mi sembra però di aver risposto colpo su colpo ai suoi attacchi e del resto, quando a fine match ti fanno i complimenti l’avversario ed il suo angolo dove c’è un certo Dan Hardy qualcosa vuol pur dire”.

Che cosa ha fatto la differenza?

“Quello che avevamo preventivato, mi è mancato il carburante nei momenti in cui si poteva chiudere l’incontro. Questo era ovvio avendo accettato il match con sole 2 settimane di preavviso il che significa con solo una settimana di allenamento. Molti infatti forse non sanno che nella settimana prima del match non si fa preparazione ma si lavora sul taglio del peso, nel mio caso per perdere 7 kg. Questo un fighter lo sa quando accetta certe proposte però poi quando arriva il momento e sei lì è tutto diverso. Il problema si è evidenziato dal secondo round in poi, ad esempio quando Brazier ha barcollato dopo un mio overhead nel secondo round. Li avrei voluto spingere con la testa ma non c’ero col fisico. Anche gli errori del terzo round, quando ho tentato la kimura e mi ha ribaltato prendendo un crocifisso e poi finalizzandomi, sono dovuti alla stanchezza. Sapevo come uscirne ma ero senza benzina e lui pesava troppo. Credo infatti che si notasse pure in televisione che lui era decisamente più grosso di me. Comunque sia, voglio ringraziare i miei team Ramada e Clan mano di pietra che sono sempre al mio fianco in ogni momento, anche e soprattutto dopo il match”.

Sei amareggiato quindi?

“Uno non è mai soddisfatto quando perde però, nonostante tutto, non posso nemmeno dire che sono stato la per fare una figuraccia come tanti italiani si aspettavano visti i commenti che ho letto sui social. Al contrario devo dire che gli inglesi e pure lo staff di Bellator si sono complimentati con me dopo il match. In particolare mi devo complimentare con Brazier per la sua grande sportività. Detto questo però non posso fare a meno di pormi la domanda: come sarebbe andata se avessi avuto anch’io due mesi per preparare il match”?