18/06/2019

ESCLUSIVO: PARLA BOTTI

In questa intervista “the bad” ci parla della chiamata di Bellator e del suo match a Londra di sabato prossimo.

Alessandro cosa hai provato quando hai ricevuto la chiamata di Bellator?

“È stata una sorpresa, sul momento ero incredulo. Poi però mi sono caricato subito ed ho accettato il match nonostante il poco preavviso anche perché sono occasioni che si presentano una volta nella vita. In ogni caso mi sento pronto, il taglio del peso procede bene e soprattutto non ho mai smesso di allenarmi a pieno regime quindi fisicamente mi sento pronto”.

Non credevi possibile entrare in Bellator?

“No anzi, a dire il vero pensavo di meritarmelo e stavo lavorando insieme al mio management per poter combattere nell’evento di Milano il prossimo 12 ottobre”.

Come dicevi giustamente prima ti hanno chiamato con poco preavviso per sostituire un altro atleta. Cosa sai del tuo avversario Terry Brazier e come pensi di affrontare il match?

“So poco di lui, ho solo potuto vedere qualche video in rete. Sicuramente è un atleta molto duro. Porta sempre il match dove vuole lui, soprattutto contro la parete, ha un bel wrestling ed un grande cardio, termina spesso i match ai punti dopo aver letteralmente dato battaglia. Non ho però preparato una strategia precisa perché comunque i tempi ristretti non permettono di programmare un lavoro di lungo periodo”.

Cosa pensi della presenza di Bellator in Europa?

“Credo che la promotion stia espandendo la sua presenza anche in Italia perché siamo un mercato che sta rispondendo bene. Il movimento delle MMA sta crescendo nel nostro Paese ed un radicamento della presenza di un colosso come Bellator può essere un grande traino per questo ambiente. In particolare eventi di questo livello possono portare molta più attenzione verso il nostro sport e questo significa più spettatori e quindi più soldi”.

Sei molto entusiasta come è giusto che sia per un fighter, ma non c’è secondo te anche qualche problema nelle MMA italiane?

“Io penso che a tutt’oggi siano ancora davvero troppo poche le palestre in Italia in grado di stare al livello non dico dei grandi team americani ma almeno di quelli europei. Qualcosa fortunatamente sta cambiando e comincia ad esserci qualche team dove un atleta può davvero fare il professionista allenandosi con altri professionisti. Io da questo punto di vista sono un privilegiato perché sono in Ramada che, grazie alla partnership col Clan mano di Pietra di Cristian Binda mi permette di allenarmi con gente come Andrea Fusi, Luca Panzetta, Cristian Binda, Mattia Galbiati, Daniele Scatizzi, il mio coach Andrea Maniaci e molti altri. Questo ci permette di allenarci sempre con altri atleti del nostro livello e questo è fondamentale per poter condurre un’adeguata preparazione e poter crescere tecnicamente”.

Cosa puoi dire ai fans italiani?

“Voglio dire a tutto l’ambiente delle MMA italiane che mi sento uno degli atleti in assoluto più sottovalutati del Paese ma ora sento che è arrivato il mio momento e state certi che non me lo lascerò scappare”.