15/06/2019

PROTAGONISTI BELLATOR 222

MACDONALD, MACHIDA E HORIGUCHI

Il canadese smentisce le chiacchiere su di lui annullando Neimar Gracie, il brasiliano batte Sonnen ed il giapponese diventa il primo campione del Mondo in due top promotions contemporaneamente.

Molto si era discusso alla vigilia dell’evento andato in scena al Madison Square Garden sullo stato mentale di Rory MacDonald. Si affermava che il canadese, dopo essere diventato un “cristiano rinato” (corrente intransigente del protestantesimo americano) non avesse più la determinazione di un tempo e lui stesso, va detto, aveva alimentato queste chiacchiere affermando in una intervista di non sentirsi più cattivo come un tempo. Anche il suo sguardo all’entrata in gabbia sembrava tutt’altro che aggressivo a differenza di quello del suo avversario, l’imbattuto (9-0 con 8 vittorie per finalizzazione) Neimar Gracie. Quando però dalle parole si è passati ai fatti tutte le speculazioni sono state smentite.

Nel primo round il canadese, campione in carica, ha gestito bene il suo leggero vantaggio nell’allungo ed utilizzato come sempre molto bene il jab per tenere lontano il brasiliano che ovviamente cercava di chiudere e di portare il match a terra. Ne risulta un round molto equilibrato e giocato tutto in piedi, con anche Gracie che riesce a portare un po’ di colpi a segno.

Dopo l’intervallo il portabandiera della famiglia che ha creato il BJJ è partito molto bene proiettando MacDonald dopo soli 17’’ e riuscendo poi a isolare una gamba dell’avversario. Il campione però ha difeso benissimo ed è uscito da una situazione che avrebbe costretto alla resa moltissimi altri atleti. A metà round si è ancora a terra ma il canadese è adesso nella guardia del brasiliano che non riesce a costruirsi altri tentativi di submission e subisce anzi i colpi del suo avversario che gli provocano un vistoso ematoma all’occhio sinistro.

Nella terza ripresa dopo un minuto in piedi è stato invece MacDonald, nella sorpresa generale, a portare il match a terra proiettando Gracie e prendendo una posizione di controllo laterale. Il brasiliano cerca di rivoltare la situazione a suo favore cercando di finalizzare ma riesce ad isolare un braccio e a tentare una finalizzazione solo ad un minuto dalla fine. Anche in questo caso però il campione ha difeso molto bene uscendo da un’altra bruttissima situazione.

Il quarto round vede di nuovo Gracie cercare la proiezione ma MacDonald difende sempre molto bene. Grande abilità difensiva il fighter di Montreal la dimostra anche quando il brasiliano a 3’23’’ prende una back mount in piedi e cerca lo strangolamento dalla schiena. Il campione lo fa scivolare pian piano in avanti fino a liberarsene ed un minuto dopo la situazione vede di nuovo il canadese nella guardia dello sfidante che è con la schiena contro la parete.

L’ultima ripresa sarà invece l’unica nettamente a favore del brasiliano che riesce a proiettare a 4’05’’ e a prendere prima una mezza guardia e poi la monta. Non riesce però a capitalizzare il vantaggio e appare anzi attendista, non prova il ground and pound ne cerca aggressivamente una finalizzazione pur essendo abbastanza evidente che il suo avversario è in vantaggio ai punti. MacDonald riesce così a passare prima in mezza guardia, poi in butterfly ed infine a chiudere in guardia Gracie. Quando mancano solo 15 secondi alla sirena finale il brasiliano tenta una leva al piede ma per l’ennesima volta MacDonald difende benissimo.

Si va quindi alla lettura dei cartellini. Un giudice dà la vittoria al canadese per 49-46, gli altri due per 48-47. MacDonald mantiene così il titolo e passa in finale nel Welter Weight World Grand Prix dove affronterà Douglas Lima che ha già battuto ai punti nel gennaio 2018 portandogli via il titolo mondiale.

Scoppiettante il co main event tra Lyoto Machida e Cael Sonnen. Il primo round ha visto partire forte l’americano ma “the dragon” ha reagito molto bene e ha ribaltato la situazione. A 2 minuti dalla fine il brasiliano ha mandato a terra il fighter dell’Oregon con una ginocchiata saltata ed ha preso una posizione di controllo laterale dalla quale ha cominciato a martellare l’avversario. Sonnen però ha stupito tutti incassando tutto molto bene e riuscendo anche a rialzarsi.

Non va però altrettanto bene al “american gangster” nel secondo round. Dopo soli 5 secondi infatti Machida ha portato a segno di nuovo una ginocchiata saltata e questa volta il suo ground and pound porta allo stop arbitrale dopo pochi secondi.

Rispettati tutti i pronostici nel match tra il 4 volte campione del Mondo di BJJ Dillon Danis contro Max Humphrey. Dopo soli 25 secondi “el jefe” ha portato a terra l’avversario prendendogli poi il controllo della schiena fino a sottometterlo con un armbar a 30 secondi dal suono della sirena. Danis era al suo secondo match sia in Bellator sia nelle MMA pro. La strategia del suo team è chiara, alzare progressivamente il livello degli avversari per farlo adeguatamente maturare come fighter di MMA.

Ha impiegato invece solo 4 minuti Patrick Mix per finalizzare Ricky Bandejas. Ripresa a senso unico che ha visto l’atleta di casa vincere per mata leao al suo esordio in Bellator. Il suo record pro sale così a 11-0 con 8 vittorie prima del limite, 7 di queste per finalizzazione e 6 al primo round.

Salgono invece a 18 le vittorie consecutive di Juan Archuleta grazie alla vittoria contro il due volte campione Bellator dei Pesi Gallo Eduardo Dantas.

L’esito del match non è mai sembrato in discussione con “the spaniard” che ha controllato col suo wrestling il brasiliano per tutto il primo round.

Più equilibrato invece il secondo round sino al colpo di scena finale: un hover head dell’americano che sbatte Dantas al tappeto con le braccia aperte a crocefisso. Archuleta non balza nemmeno avanti per iniziare il ground and pound ed anzi solleva subito le braccia in segno di vittoria. L’arbitro decreta quindi lo stop quando manca solo 1 secondo al suono della sirena.

La main card di Bellator 222 si era eccezionalmente aperta con un match per il titolo mondiale, quello dei Pesi Gallo tra Kioji Horiguchi e Darrion Caldwell. Era una rivincita del match di Saitama del 31 dicembre scorso quando i due si affrontarono per lo stesso titolo nella Rizin, promozione nipponica legata a Bellator da una partnership. Aveva vinto il giapponese per ghigliottina al terzo round. Il combattimento si era svolto in un ring, cosa comune in Asia. Molti osservatori ritenevano che questo avesse penalizzato il wrestling dell’americano che non poteva mettere pressione sul suo avversario contro la parete. Caldwell ha in effetti giocato tutto il match su questo ovvero tenere inchiodato Horiguchi tutto il tempo contro la gabbia. Una strategia che non ha pagato e che purtroppo ha penalizzato lo spettacolo tanto che al termine del match il pubblico newyorkese non ha risparmiato qualche fischio. La conduzione dell’arbitraggio e soprattutto il verdetto finale sono un chiaro esempio delle due scuole di pensiero che dividono il mondo delle MMA sul come gestire il combattimento al suolo, ovvero lasciar proseguire sempre quando c’è un lottatore che sta immobilizzando l’avversario oppure interrompere e far ripartire in piedi quando al controllo non seguono tentativi di finalizzazione. Caldwell ha tenuto bloccato a lungo il giapponese a terra contro la parete ma è stato sempre passivo in queste fasi, non portava colpi ne tentava di finalizzare. L’arbitro centrale Todd Anderson lo ha lasciato fare, i giudici al contrario hanno premiato di più i continui colpi di Horiguchi anche dalla posizione di svantaggio ed i suoi tentativi di chiudere il match. Dave Tirelli ha decretato la vittoria del fighter asiatico per 48-47 (primi due round all’americano), Douglas Crosby e Derek Cleary per 49-46 (primo round per Caldwell).

Ora “the typhoon” è campione dei Gallo in Bellator e Rizin, il primo atleta nella storia a detenere la cintura contemporaneamente in due top promotions mondiali. Nel 2013 era invece già stato campione del Mondo nella storica organizzazione giapponese Shooto. Il suo record pro sale invece a 28 vittorie (con 14 Ko e 3 finalizzazioni) e 2 sconfitte. Non perde dal 25 aprile 2015 quando fu finalizzato all’ultimo secondo del quinto round niente meno che da Demetrious Johnson

A chiudere la card preliminare è stato infine un match molto atteso dagli addetti ai lavori, quello tra Aaron Pico e Adam Borics. Pico ha solo 22 anni ed è stato campione del mondo juniores di lotta libera e vincitore del golden glove nella boxe. È considerato un astro nascente delle MMA nonostante avesse perso l’ultimo match lo scorso gennaio per Ko dopo solo 1 minuto contro Henry Corrales. A New York se la doveva vedere con un osso duro. L’ungherese Borics si presentava infatti con un record pro di 12-0 oltre ad essere stato imbattuto anche da dilettante e nella thai boxe.

Il californio (è discendente diretto dell’ultimo governatore messicano della California) ha iniziato il match molto bene, controllando a terra l’avversario per gran parte del primo round.

Il copione si è sostanzialmente riproposto all’inizio della seconda ripresa ma, dopo poco più di un minuto, Pico ha commesso un errore fatale. Di fronte ad un tentativo di flying knee di Borics ha tentato una presa alla gamba dell’avversario finendo invece per incassare la ginocchiata d’incontro al volto. Finisce così al tappeto dove subisce il Ground and Pound di “the kid” che costringe l’arbitro a stoppare. Pe ril magiaro è la quarta vittoria prima del limite in altrettanti match in Bellator ed ora le sue quotazioni saliranno molto. Pico resta invece un atleta molto giovane e dal grande potenziale ma allo stesso tempo con molte cose da sistemare.

ECCO NEL DETTAGLIO I RISULTATI DI TUTTI I MATCH DELLA SERATA

Bellator 222: MacDonald vs. Gracie Main Card:

Rory MacDonald (20-5-1) batte Neiman Gracie (9-0) (49-46, 48-47, 48-47)

Lyoto Machida (26-8) batte Chael Sonnen (30-17-1) per TKO (pugni) a :0’22’’ del secondo round

Dillon Danis (2-0) batte Max Humphrey (3-3) per submission (armbar) a 4:28 del primo round

Patrick Mix (11-0) d batte Ricky Bandejas (11-3) per submission (rear-naked choke) a 1:06 del primo round

Juan Archuleta (23-1) batte Eduardo Dantas (21-7) per KO (pugni) a 4:59 del secondo round

Kyoji Horiguchi (28-2) batte Darrion Caldwell (13-3) per decisione unanime (48-47, 49-46, 49-46)

Preliminary Card:

Adam Borics (13-0) batte Aaron Pico (4-3) per KO (ginocchiata) a 3:55 del secondo round

Taylor Turner (4-5) defeated Heather Hardy (2-2) via TKO (punches) at 3:53 of round one

Valerie Loureda (2-0) defeated Larkyn Dasch (0-2) via unanimous decision (29-28, 30-27, 30-27)

Robson Gracie Jr. (2-0) defeated Oscar Vera (0-1) via submission (armbar) at 3:15 of round one

Lindsay VanZandt (6-1) defeated Rena Kubota (8-3) via technical submission (rear-naked choke) at 4:04 of round one

Haim Gozali (11-6) defeated Gustavo Wurlitzer (22-23, 1 NC) via submission (triangle choke) at 4:02 of round one

Mike Kimbel (3-1) defeated Sebastian Ruiz (2-3) via split decision (30-27, 28-29, 30-27)

Marcus Surin (6-1) defeated Nekruz Mirkhojaev (4-3) via split decision (30-27, 27-29, 29-27)

Phil Hawes (5-2) defeated Michael Wilcox (6-4) via TKO (doctor stoppage) at 5:00 of round one

Brandon Polcare (2-2) defeated Brandon Medina (0-1) via submission (guillotine choke) at 4:33 of round one

Kastriot Xhema (3-3) defeated Whitney Jean Francois (2-7-1) via TKO (punches) at 3:17 of round two

John Beneduce (3-2) defeated Kenny Rivera (2-2) via unanimous decision (30-26, 30-27, 30-27)