13/06/2019

GIULIO DI FEO (LA GAZZETTA)

“PIÙ SPAZIO ALLE MMA NEL MAINSTREAM? CREDO SIA UN TREND DESTINATO A CONSOLIDARSI”.

Giulio Di Feo è un giornalista de La Gazzetta dello Sport. Scrive di calcio internazionale, basket, esports ed altro. È uno dei giornalisti de “la rosea” che ultimamente hanno cominciato ad occuparsi anche di MMA.

Fabio, come hai scoperto le Arti Marziali Miste?

“Come tanti miei coetanei da bambino avevo la passione per il wrestling, poi crescendo ha cominciato a piacermi anche la boxe.

Ho scoperto invece le MMA verso inizio 2000, l’epoca d’oro del Pride con Fedor ed i grandi brasiliani”.

In tempi recenti La Gazzetta ed altri media sportivi mainstream hanno cominciato a parlare di MMA, non solo per qualche notizia curiosa come accadeva prima, ma occupandosi degli atleti italiani nelle top promotions e di alcuni grandi eventi. Possiamo dire che questo trend è destinato a consolidarsi ed aumentare?

“Secondo me si perché, come per qualunque altro sport, i media seguono di pari passo la crescita d’interesse verso una data disciplina ed è quanto sta succedendo alle MMA in Italia. Fino a pochi anni fa c’era solo Alessio Sakara adesso invece il nostro Paese può vantare atleti in tutte le top promotion internazionali. Un punto di forza di questo sport è sicuramente la sua spettacolarità e godibilità anche da parte di un pubblico non esperto. È indiscutibile infatti che due uomini (o due donne) che combattono attirino l’attenzione. Oltre a questo le MMA sono in grado di esprimere personaggi con alle spalle storie che meritano di essere raccontate. Ricordiamoci che quando il pubblico si appassiona ad un evento vuole conoscere anche il vissuto che hanno alle spalle i suoi beniamini”.

Che opinione hai a riguardo della presenza di Bellator in Italia e che conseguenze sta avendo e potrà avere sul mondo degli sport da combattimento nel nostro Paese?

Ho seguito anche se non ancora dal vivo (e spero di rimediare il prossimo 12 ottobre a Milano) i passati eventi della promotion. Credo che sia una grande fucina di talenti internazionali. È inutile che mi dilunghi a per sottolineare la sua presenza in Italia visto che l’evento meneghino del prossimo autunno sarà il settimo in 3 anni nella Penisola, direi che ormai si può parlare di presenza consolidata. Questo radicamento fa indubbiamente crescere gli atleti italiani così come sta aumentando il numero delle palestre. Il tutto è strettamente collegato allo spazio nei media mainstream. Intendo dire che più i nostri atleti faranno risultati internazionali più si parlerà di loro e questo a sua volta richiamerà nuovi spettatori”.