10/06/2019

MASSIMILIANO RINCIONE:

“VEDO UN FUTURO RIGOGLIOSO PER LE MMA IN ITALIA”

Massimiliano Rincione è un giornalista appassionato di arti marziali sin da piccolo, oggi praticante e saltuariamente agonista di MMA e sport da combattimento. Dal 2016 scrive di MMA ed altre discipline per fox sports Italia.

Massimiliano cosa pensi del ritorno di Bellator in Italia e della scelta di Milano come location?

“Sono contento della scelta perché Milano è il tempio degli sport da combattimento in Italia, credo ci sarà un’eccezionale risposta da parte del pubblico. Ciò premesso, si tratterà del settimo evento italiano di Belator in 3 anni. È un segnale importante, vuol dire che la promotion vuole puntare sul nostro Paese evidentemente crede nel nostro mercato. Credo inoltre che la scelta di Bellator di destinare l’incasso a favore delle vittime del ponte Morandi a Genova abbia fatto scattare qualcosa tra gli italiani avvicinandogli molta gente”.

La presenza in Italia è strettamente legata ad un progetto di espansione in tutta Europa, che risultati potrà ottenere secondo te Bellator nel Vecchio Continente?

“Bellator con l’arrivo Scott Coker ha cambiato completamente filosofia. Ha assunto un profilo internazionale completamente diverso e la qualità degli eventi non è assolutamente paragonabile a prima. Io credo che adesso la promotion voglia davvero fare sul serio in Europa, mantenendo ed aumentando una presenza fissa. Alcune scelte, come l’accordo con Kavanaugh, dimostrano una grande attenzione per il mercato europeo e per la valorizzazione degli atleti locali”.

Che conseguenze può avere una presenza costante di Bellator in Italia?

“Cambia tantissimo per gli atleti se possono contare su di uno sbocco così importante. Fino ad oggi si continuava a combattere sperando in una chiamata dall’estero, adesso invece si può davvero programmare una carriera.

Spero anche che possa creare coesione nell’ambiente. Nelle MMA a dire il vero va meglio che negli sport da ring e boxe ma non c’è comunque collaborazione tra organizzatori e federazioni. Tutti pensano più a scannarsi tra loro che agli eventi. Ci vuole della sana concorrenza questo si ma non le lotte intestine. Diverso è invece il discorso per gli atleti, vedo sempre più collaborazione tra i fighters che si spostano per l’Italia per allenarsi. A parte tutto comunque il movimento cresce, basta vedere i match degli atleti italiani proprio in Bellator, hanno dimostrato di essere allo stesso livello degli stranieri. C’è anche qualche promoter che sta cominciando ad alzare il livello delle sue card. Vedo un futuro rigoglioso per le MMA in Italia. Tra qualche anno saremo ai livelli di popolarità del basket o della boxe, sperando che nel frattempo il CONI si decida a riconoscerle ufficialmente”.

A parte quelli già sotto contratto con Bellator quali atleti italiani vorresti vedere il 12 ottobre a Milano?

“Come hanno già detto i colleghi che mi hanno preceduto obbiettivamente non dovrà mancare Stefano Paternò. È un martello, tra gli italiani non ancora sotto contratto con una top promotion è sicuramente quello più completo ed allo stesso tempo con più margini di miglioramento. Poi c’è Claudio Conti che ha già firmato con Bellator ma non ha ancora combattuto e Milano mi sembra il posto ideale per esordire. Sarebbe bello anche vedere la rivincita tra Walter Pugliesi e Andrea Fusi che ha Genova hanno disputato un match pazzesco. Mi piace anche citare Matteo Riccetti che ha lanciato una iniziativa sui social per chiedere un match a Roy Nelson. Tra gli stranieri auspicherei Cheick Kongo e sogno Michael Page. Vorrei anche rivedere Rafael Carvalho che battendo Sakara ha dimostrato che i campioni di Bellator non hanno nulla da invidiare a quelli delle altre promotion e che anzi il livello di striking è altissimo.

Nella Kickboxing invece spero in un nuovo match di Gabriele Casella che ha dimostrato di saper crescere in un certo modo e può fare l’ennesimo salto di qualità. Per il resto Bellator ha soto contratto dei super campioni, basta fare i nomi di Gabriel Varga e di Raymond Daniels, già ben noti e molto amati dal pubblico italiano”.

Cosa manca alle MMA italiane per sfondare anche sui media mainstream?

“Credo che nei nostri confronti ci sia solo la paura dell’ignoto. Abbiamo già sdoganato alcune superstar al pubblico italiano come McGregor e a suo modo Sakara che hanno cambiato il modo di fare comunicazione. Una nicchia di tifosi di MMA si è aperta al mainstream ed il mainstream si è aperto alle MMA. Serve solo più diffusione degli eventi e da questo puto di vista l’accordo tra Bellator e Dazn può coinvolgere molti nuovi appassionati. Molti fighters intanto stanno capendo che devono diventare personaggi sportivi a 360 gradi. Non basta più essere forte ma devi anche saper vendere la tua immagine”.