06/06/2019

ALEX DANDI: “BELLATOR PUÒ TIRARE LA VOLATA ALLE MMA ITALIANE”

Se c’è un giornalista che non ha bisogno di presentazioni nel mondo delle MMA italiane quello è sicuramente Alex Dandi, la storica voce delle arti marziali miste nella Penisola ma anche promoter di eventi e manager di atleti professionisti. Chi meglio di lui poteva commentare l’attività di Bellator in Italia?

Alex per la prima volta le grandi MMA arrivano a Milano e sarà grazie a Bellator, te lo aspettavi?

“Si e no nel senso che non avevo informazioni dirette ma ritenevo scontato che prima o poi questa grande promotion sarebbe arrivata a Milano dopo aver già toccato con ottimi risultati altre 4 città italiane. Credo che il capoluogo lombardo sia la piazza migliore in Italia per le MMA e per la Kickboxing. Prevedo che sarà un magnifico evento, come tutti quelli a cui ci ha abituato Bellator, e sono più che convinto che avrà un grande successo. Spero inoltre che tutti i fans italiani, a prescindere dalle sigle d’appartenenza, si augurino il successo di Bellator perché la sua deve diventare una presenza fissa In Italia. Anzi, più che diventare direi rimanere visto che siamo già al settimo evento in 3 anni. Ritengo per altro che la promotion di Scott Coker sarebbe arrivata già prima sotto la Madonnina se ci fosse stata la location adatta, un problema finalmente risolto con l’inaugurazione del nuovo PalaLido”.

La formula Kickboxing ed MMA nella stessa serata, vista la tradizione milanese, sarà secondo te un’ulteriore garanzia di successo?

“Non seguo molto la Kickboxing e a mio gusto personale non piacciono gli eventi misti ma capisco che in Italia ciò sia necessario perché gli sport da ring portano molto pubblico. Non sono però sicuro che tra questi spettatori troveremo nuovi fans per le MMA”.

In questi tre anni gli eventi di Bellator nel nostro Paese che ripercussioni hanno avuto e potranno avere sul mondo delle arti marziali miste italiane?

“Bellator sta facendo qualcosa di molto importante per MMA italiane. Può “tirarci la volata” se mi passate questa espressione visto che si è appena concluso il Giro d’Italia. Può e deve essere uno stimolo a lavorare meglio per team ed atleti. Fino a qualche anno fa c’era un grande gap, soprattutto tecnico, tra noi ed il nord Europa. Ci abbiamo messo molto tempo ma lo stiamo colmando anche se non siamo ancora al livello di americani, brasiliani o russi. Da noi c’è da sempre una cultura marziale ma le MMA sono qualcosa di diverso e non si sono sviluppate per tempo. Io vedo che i nostri atleti spesso sul piano dello striking sono al livello dei fighters internazionali o addirittura oltre. Nella lotta, intesa sia come wrestling tipo folk stile sia come BJJ, li vedo invece ancora indietro ma anche qui il gap si sta colmando.

Una presenza fissa di Bellator in Italia spero poi che porti per i nostri atleti maggiori occasioni di poter combattere contro stranieri. Una top promotion che fa tappa fissa in Italia, paese che comincia a muoversi abbastanza bene recuperando velocemente i suoi gap, in 5 anni può portare a grandi cambiamenti. Del resto non dimentichiamoci che solo 15 anni fa, mentre nel Mondo già esplodevano fenomeni come il Pride, da noi non c’era nulla. Siamo fortunati da questo punto di vista perché molte altre nazioni non hanno l’opportunità di avere in casa eventi di una top promotion mondiale. Abbiamo anche molti atleti ventenni decisamente promettenti. Credo che ci siano tutte le condizioni per aspettarsi un’ulteriore crescita di Bellator e delle MMA in Italia”.

Hai nominato molti fattori positivi, problemi non ne vedi?

“Io preferisco non parlare di problemi ma cercare invece di trovare i nostri punti deboli che certamente ci sono. Chiaramente c’è intanto l’inesperienza collettiva. Non c’è una scuola di professionismo sportivo ed i team quasi sempre non sanno ancora parlare con la stampa che, a sua volta, non è ancora matura per parlare di MMA. Ci vorrà ancora qualche anno per vedere dei cambiamenti da questo punto di vista.

In Italia poi, anche per questioni economiche, c’è ancora la figura del coach unico. L’allenamento per le MMA deve passare da tanti specialisti, tecnici di lotta, thai, bjj ma anche medici, nutrizionisti, preparatori atletici ed altri ancora. Questo ovviamente ha un costo che molti, anche volendo, non possono ad oggi permettersi. Su questo però sono assolutamente ottimista, stiamo assistendo alla nascita dei primi team italiani con queste caratteristiche anche se per ora, com’è ovvio, solo nei grossi centri. Nei comuni più piccoli invece si potrebbe intanto cominciare ad impostare i ragazzi con una preparazione base, questo è fattibile. Chi poi avrà il talento e la voglia potrà spostarsi in una città più grande e in un team in grado di permettergli il salto di qualità.

Un altro aspetto della nostra mentalità che va cambiato è la fissazione del record immacolato. I primi match della carriera devono servire per capire il proprio potenziale, solo dopo si può pensare alla carriera. Abbiamo grandi atleti internazionali che nella fase iniziale del loro percorso avevano un record negativo e adesso sono in una top promotion.

Cosa credi che darà Bellator all’Europa nel prossimo futuro?

“Io spero che si concentri soprattutto sull’Italia per motivi evidenti. Poi, se come sembra legalizzeranno le MMA in Francia, credo che quello transalpino sarebbe un mercato ideale. Mi sembra inoltre che si stiano già radicando in Gran Bretagna ed Irlanda con ottimi riscontri. Se legalizzano MMA in Francia sarebbe posto ideale. Oppure in UK e Irlanda. Bellator ad oggi è l’unica top promotion mondiale che sta portando avanti un vero progetto in Europa. Non mi stupirei se tra 5 anni dominerà il mercato europeo”.

La card di Bellator Milano è ancora tutta da scoprire, tu chi vorresti vedere in azione al PalaLido?

“Tra gli atleti del roster Bellator sono molto legato a Lyoto Machida e a Rory MacDonald ma per pubblico generalista l’unica cosa importante è che ci siano dei fighters di livello e la promotion di Scott Coker ne ha molti anche europei.

Sakara invece, che si suppone farà il main event, resta un personaggio di grandissimo richiamo mediatico il top da questo punto di vista nelle italiane anche se il suo ultimo match è andato male, contro un Kauppinen che per altro adesso è in rampa di lancio. Io vorrei tanto vederlo in un big match contro un altro grande veterano. Lancio una provocazione, perché non Machida?

Per gli altri italiani invece non voglio fare nomi perché sono parte in causa in quanto manager di diversi nostri atleti. Dico solo che ce ne sono diversi di validissimi, ne vedo almeno 10 all’altezza della card di una top promotion mondiale. Alcuni hanno già combattuto in Bellator ma a parte questo la cosa più importante, sia per il pubblico sia per la loro crescita, è che siano abbinati con atleti del loro livello. Devo dire che comunque anche da questo punto di vista Bellator ha sempre fatto dei buoni abbinamenti”.