05/11/2018

INTERVISTA A SHAN CANGELOSI

Combattere per un titolo mondiale è già qualcosa che pochi atleti hanno la fortuna di poter fare nella loro vita. Ancora meno sono quelli che questa opportunità se la possono giocare nella propria città.

È quanto accadrà al genovese Shan Cangelosi che il 1° dicembre combatterà per il Titolo Pesi Piuma di Bellator Kickboxing all’RDS Stadium. Un’occasione che arriva insperata a 35 anni e dopo un lungo stop forzato ma che ha caricato come non mai il fighter ligure.

“Seguivo già Bellator Kickboxing ed i suoi atleti” ci spiega. “Quando ho ricevuta la loro proposta sono rimasto molto sorpreso e compiaciuto allo stesso tempo. Inizialmente però ho avuto qualche titubanza prima di accettare perché sono fermo da un anno e mezzo a seguito di un brutto incidente. Allo stesso tempo però ero consapevole che questa era l’occasione della vita e che non potevo gettarla al vento, così ho deciso di accettare”.

Cangelosi ha così iniziato una preparazione intensissima per arrivare al meglio a questo grande appuntamento. Il tutto consapevole che l’avversario, il campione in carica Gabriel Varga, sarà molto duro da affrontare. “Conosco molto bene il canadese – ci spiega Shan – ed il suo modo di combattere. È un atleta molto completo, lo ha dimostrato anche nei suoi ultimi match, lo stimo molto. Siamo entrambi partiti con le arti marziali tradizionali (Varga col karate, Cangelosi con il kung fu NDR) per poi passare alla muay thai, disciplina in cui ho disputato quasi tutti i miei match. Dovermi adattare ad un regolamento diverso sarà una difficoltà in più anche perché lui ha disputato più match di me con questo tipo di regole”.

“E cosa pensi – gli chiediamo - del format Kickboxing ed MMA insieme nella stessa serata? Alcuni lo contestano, ad altri piace molto. A te sembra una buona idea”?

“Si a me piace questa combinazione di due diverse discipline nello stesso evento. Lo trovo un ottimo sistema per la promozione di questi sport oltre che per i nostri team ed i loro atleti. Inoltre Bellator appartiene ad un grande gruppo americano e quindi credo che abbia tutti i mezzi per diventare non solo la sigla leader mondiale in entrambe le discipline ma che possa anche sdoganarle presso il pubblico main stream, in particolare la Kickboxing”.

“E come vedi il panorama italiano degli sport da combattimento rispetto a quando hai iniziato la tua carriera”?

“Credo sia cresciuto molto sia il livello tecnico sia il numero dei praticanti sia anche il numero degli eventi. Mi spiace solo che esistano delle guerre tra federazioni che purtroppo frenano l’ulteriore sviluppo degli sport che amiamo”.