29/04/2020

SCOTT COKER: “STIAMO PROGRAMMANDO DI RIPARTIRE A LUGLIO”

Il CEO di Bellator spiega come e quando potrebbero riprendere gli eventi della promotion

Tutto il mondo dello sport è ancora fermo a causa della pandemia da COVID 19 ma le più grandi organizzazioni (come del resto i governi) stanno cominciando a pianificare la ripresa delle attività. In merito si è espresso anche il presidente di Bellator Scott Coker che ha reso noto come la promotion stia definendo un piano con date e soprattutto modalità di svolgimento dei prossimi eventi. Fino a pochi giorni fa era infatti ancora in programma Bellator 244 a Chicago il prossimo 6 giugno ma è stato reso noto il suo rinvio martedì scorso. Coker ha dichiarato che la promotion prevede di organizzare un nuovo evento per il mese di luglio, quindi 30 o più giorni dopo la data prevista nell’Illinois. Non è stata invece ancora decisa la location ma a riguardo il CEO di Bellator ha dichiarato che sarà in ogni caso una struttura della CBS o della Paramount che, come Bellator, fanno parte del gruppo Viacom. Si tratterà quindi di eventi a porte chiuse.

“La nostra idea – ha dichiarato Coker – è quella di riprendere l’attività in un teatro di posa per agevolare al massimo le misure di sicurezza ed evitare che possano essere messi a rischio i fans. Riteniamo di fare così per i primi 3, 4 mesi. Pensiamo che sarà necessario anche nel momento in cui verranno nuovamente autorizzati gli eventi aperti al pubblico. A mio parere servirà pazienza per tornare alla normalità e recuperare la fiducia delle persone. Non credo che il pubblico vorrà tornare a un evento sportivo e stare con migliaia di persone fin da subito. Ci vorrà del tempo per convincere la gente che questo virus è passato”.

Coker ha poi ricordato che neanche gli eventi a porte chiuse possono dare assoluta garanzia di sicurezza in quanto l’organizzazione avrà bisogno di 40, 50 persone presenti contemporaneamente nella struttura prescelta. “La sicurezza e la salute di quei lavoratori è una nostra priorità e se anche solo una persona si ammalasse avremmo tutti un problema. In ogni caso se non avremo la certezza che si potrà organizzare in sicurezza non riprenderemo l’attività”.