28/04/2020

ALESSIO SAKARA È “OGNI GIORNO IN BATTAGLIA”

Si intitola così il libro che ha scritto sulla sua vita e la sua filosofia

Atleta, maestro, attore, conduttore Tv ed ora anche scrittore. Il Bellator Ambassador Alessio Sakara sta infatti per arrivare in libreria col suo “OGNI GIORNO IN BATTAGLIA (Roi Edizioni, disponibile dal 6 maggio ma già prenotabile in libreria o preacquistabile in rete). Ad essere precisi è il secondo volume dato alle stampe a firma Alessio Sakara ma il primo, LA BIBBIA DEL LEGIONARIO, era fondamentalmente un manuale tecnico sulle MMA. In questo caso invece non si parlerà di programmi d’allenamento ma della vita del Legionarius e dei principi che l’hanno ispirata. A spiegarcelo è lui stesso che abbiamo raggiunto telefonicamente nella sua casa romana dove trascorre la quarantena.

“L’idea di scrivere questo libro nasce dal fatto che in questi anni girando l’Italia ho capito che molto spesso viene sottovalutato l’aspetto interiore delle persone, quello che abbiamo dentro, quel fattore X che scatta in certi momenti e ti fa raggiungere il tuo obiettivo. Io ho sempre raccontato le mie esperienze personali per usarle come esempio per trasmettere dei concetti. La mia vita però molti non la conoscono o comunque non la conoscono bene. Alcuni quindi hanno cominciato a dirmi di scrivere una mia autobiografia. Ho deciso di farlo ma utilizzando il racconto per aneddoti. Ne ho raccolti diversi che partono già dalla mia infanzia per arrivare fino ad oggi. Ogni capitolo del libro si apre con uno di questi aneddoti e da lì traggo una riflessione ogni volta su un tema specifico, ad esempio l’umiltà oppure lo spirito di sacrificio. Il mio scopo è tirar fuori la mentalità che abbiamo dentro prendendo spunto dalla mia carriera d’atleta per trasmetterla nella vita quotidiana di chiunque, pure di chi non è un fighter o non è proprio un atleta. I lettori troveranno episodi divertenti ma pure cose che nessuno s’immaginerebbe”.

Terminata la carriera di fighter pensi di diventare anche un motivatore a 360 gradi oltre che un tecnico di MMA?

“Come dico all’inizio del libro io non sono un motivatore perché credo che sia molto più importante avere dei modelli da seguire. Questa è la mia filosofia e la porto avanti anche nel mio ruolo di Bellator Ambassador (di cui pure si parla nel libro) e nelle altre mie attività. Sia quelle che già svolgo da tempo come l’antibullismo nelle scuole, sia in quelle che sto implementando come ad esempio gli eventi formativi nelle aziende con MOVE ON, il format on line della ROI Edizioni”.

Tu quindi non sei d’accordo con quegli insegnanti che ritengono di dover trasmettere agli allievi solo una preparazione tecnica ed atletica e non vogliono essere anche i “genitori” dei loro atleti?

“Io credo che lo sport sia prima di tutto educazione alla vita. Trovare un tecnico che ti insegna lo sport come disciplina di vita vale molto di più, sul piano educativo, che fare il militare, una esperienza quest’ultima che una volta era considerata la miglior formazione morale. Lo sport è un’accademia di vita, io ci resto male quando vedo gente che pensa solo al business. Come insegnante la mia soddisfazione più grande invece, prima del risultato agonistico, è riuscire a tirar fuori un uomo dall’allievo”.

Anche in questi giorni sono arrivati attacchi all’ambiente degli sport da combattimento che hanno pure toccato il tuo logo, la testa del guerriero. Sembra esserci ancora molta ignoranza sul nostro mondo, c’è ancora chi ci etichetta come sport violento.

“Ed è falso. La violenza, lo dico io ma anche il dizionario della lingua italiana, c’è quando una persona obbliga un’altra a fare qualcosa che non vuole. Il nostro sport invece è un confronto tra 2 persone che hanno deciso di misurarsi alla pari in una disciplina che ha migliaia d’anni di storia. Una pratica che nell’antica Grecia veniva insegnata non solo ai guerrieri ma anche ai filosofi e che ti fa imparare ad essere uomo molto più di tanti sport cosiddetti “non violenti”.

A chi dedichi questo libro?

“L’ho dedicato ai miei figli Leonida e Marco Valerio e poi al mio Maestro Silvano Falloni, che purtroppo da 10 anni non c’è più ma che ho sempre nel cuore. Lui è un perfetto esempio del tipo di insegnante di cui parlavo. Non mi ha infatti trasmesso solo la conoscenza della boxe ma anche quei valori che spero di saper tramandare ai miei figli”.