01/02/2020

SCOTT COKER SODDISFATTO DI PICO A BELLATOR 238

Il presidente della promotion ha lodato la prova del giovanissimo atleta americano nell’evento di sabato scorso.

Bellator continua a nutrire grandi aspettative in Aaron Pico. Lo confermano le parole del presidente Coker dopo l’evento andato in scena lo scorso week end in California, che ha commentato “Aaron Pico is back, è stato grande! Ha vinto con un Ko spettacolare ed allo stesso tempo credo che abbia combattuto senza farsi travolgere dalla voglia di finalizzare. Ha dato l’impressione di aver fatto un passo avanti nel suo cammino di maturazione come atleta di MMA. Quello che ho visto è stato un fighter paziente che non stava solo cercando il colpo del Ko. Sono davvero fiero di lui. Come promoter ho sempre detto ai miei atleti che devono continuamente migliorare I loro punti deboli. Se ad esempio uno è un lottatore non deve limitarsi a lottare, al contrario deve migliorarsi nel combattimento in piedi. Le MMA sono questo. Un giorno potrebbe incontrare un altro lottatore e le fasi in piedi potrebbero fare la differenza. È il loro mestiere continuare a migliorarsi ed io oggi ho visto i miglioramenti di Aaron. Adesso credo che dovremmo dargli un momento di riposo ma il mio obiettivo è di rivederlo in azione presto e forse farlo combattere 2 o anche 3 volte entro la fine del 2020. A quel punto forse potremmo fargli affrontare qualche grosso nome. Prima però deve dimostrare che può continuare a crescere, se uno rimane sempre lo stesso atleta da un anno all’altro per lui sarà dura fare strada”.

Sabato scorso Pico ha vinto per Ko ad inizio secondo round contro Daniel Carey. Arrivava da due sconfitte consecutive contro però atleti come Henry Corrales e Adam Borics. In quest’ultimo match in particolare Pico si stava dimostrando tecnicamente superiore ma si è lasciato sorprendere da una ginocchiata saltata dell’ungherese nel secondo round. Ad oggi l’americano ha disputato 8 match in carriera con 5 vittorie per Ko, le 4 precedenti tutte nel primo round. Le sue 3 sconfitte sono arrivate 2 volte per Ko ed una per finalizzazione (al suo esordio nel 2017). Ad oggi quindi non è mai andato oltre il secondo round. Sono numeri che forse possono creare qualche perplessità tra i non addetti ai lavori, cerchiamo quindi di conoscere meglio questo fighter e di capire perché Bellator abbia così tante aspettative su di lui.

Aaron Pico è nato il 23 novembre ’96 a Whittier in California ed ha esordito nelle MMA professionistiche direttamente in Bellator e senza mai aver combattuto da dilettante quando aveva solo 20 anni. Prima però aveva percorso una grande carriera nella lotta, vincendo il titolo nazionale USA nella Libera, nella Greco Romana e nel folkstyle wrestling. È stato inoltre Oro ai Mondiali Cadetti ed Argento ai Mondiali Juniores di Libera. Come se non bastasse ha vinto anche i golden gloves, il più importante torneo di pugilato dilettantistico degli USA, ricevendo anche il premio come miglior atleta del torneo.

Nelle MMA pro ha sempre combattuto con atleti molto più esperti. Ha esordito a Bellator NYC nel 2017 perdendo contro Zach Freeman (8-2 all’epoca). Ha poi messo Ko Justin Linn (7-3), Shane Kruchten (12-3), Lee Morrison (18-8) e Leandro Higo (18-4) che aveva appena combattuto per il titolo Bellator contro Darrion Caldwell. Sono arrivate poi le due già citate sconfitte contro Corrales (16-3) e Borics (12-0). Sabato scorso infine il ritorno alla vittoria, un successo il cui merito lui stesso ha attribuito al suo nuovo team, la Jackson Wink MMA Academy, in una intervista al sito americano MMA Junkie. Nella stessa intervista ha detto di essere cambiato, di sentirsi molto umile ma allo stesso tempo anche molto felice, e di non credere di essere nella posizione di poter richiedere alla promotion contro chi combattere.

Una curiosità, Pico è un californio di settima generazione ovvero discende dagli ispanici stabilitisi in California prima dell’invasione statunitense del 1848. In particolare è discendente diretto di Pío de Jesus Pico, ultimo governatore messicano della California prima dell’annessione da parte di Washington.